Sistemi anti abbandono bimbi: il decreto è stato firmato, ma l’obbligo scatterà più avanti

Sistemi anti abbandono bimbi: il decreto è stato firmato, ma l’obbligo scatterà più avanti

Ottobre 11, 2019 0 Di Blogger

È stato firmato il decreto attuativo sui dispositivi che dovrebbero aiutare i genitori a non dimenticare i bimbi in auto.

La norma, però, non è ancora entrata in vigore e non si sa quando scatterà l’obbligo di legge.

Ancora molte le incertezze: ad oggi, infatti, non è possibile dare indicazioni precise su quale dispositivo sia corretto acquistare secondo le disposizioni di legge.

In alcuni casi sono una sorta di “cuscinetto” da sistemare direttamente sotto il seggiolino del bimbo, in altri si tratta di sensori già integrati in alcuni modelli di seggiolini. Alcuni fanno scattare un allarme, altri notificano il pericolo sul cellulare, via app o Bluetooth. Sono i cosiddetti “sistemi anti abbandono” e hanno tutti il medesimo scopo: evitare che i genitori dimentichino i propri bimbi in macchina.

La legge n.117 del 2018, aveva previsto l’obbligo, a partire dal 1° luglio 2019, di averne uno a bordo per tutti i genitori che trasportano bambini di età inferiore ai 4 anni. La normativa dell’ottobre 2018, però, si limitava a introdurre l’obbligo di dotarsi di questi sistemi rimandando ogni decisione sulle caratteristiche tecniche di questi dispositivi a un decreto attuativo del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il decreto, che doveva essere pronto entro dicembre 2018, è stato firmato solo in questi giorni. Ma come mai è passato così tanto tempo tra l’approvazione della legge (ottobre 2018) e l’approvazione del decreto attuativo (ottobre 2019)?

Sui sistemi anti abbandono per auto c’è ancora confusione. Questo è quanto ci hanno raccontato a giugno, ad oggi non c’è molta più chiarezza, ma alcuni passi normativi obbligatori sono stati fatti. Guarda il video.

Facciamo un po’ di chiarezza

Il decreto attuativo ha visto la luce a gennaio 2019, con un mese di ritardo rispetto ai tempi previsti dalla legge. Il testo, è stato quindi inviato per eventuali aggiustamenti all’ufficio Tris, il sistema di informazione sulle regolamentazioni tecniche della Commissione Europea, dove è rimasto fino al 22 luglio 2019.

Dal Tris è arrivato un parere negativo: il decreto presentava molti punti poco chiari che andavano modificati. Di fatto, il parere del Tris ha costretto il ministero dei Trasporti a riscrivere completamente il decreto attuativo.

Inoltre, la Commissione ha osservato che, sebbene il decreto abbia lo scopo di proteggere la salute e la vita dei bambini piccoli (motivo più che legittimo), non sono stati forniti dalle Autorità italiane prove della proporzionalità della misura adottata, inclusa la valutazione d’impatto. In sostanza la misura non è proporzionata al rischio.

I casi di morte da ipertermia per abbandono dissociativo sono estremamente limitati: in Italia ce ne sono stati 9 negli ultimi 20 anni. Inoltre caratteristiche tecniche non erano chiare per definire come dovevano essere fatti i prodotti per essere efficaci.

A che punto siamo oggi

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha deciso di modificare il decreto attuativo accogliendo le precisazioni del Tris. Questo anche per evitare un procedimento di infrazione da parte della Commissione europea. Il testo modificato è stato poi sottoposto al parere del Consiglio di Stato.

Nella riunione del 26 settembre 2019, il Consiglio di Stato ha dato, di fatto, il suo parere favorevole al decreto, anche se ha precisato diversi aspetti.

  • Per quanto riguarda i dispositivi antiabbandono indipendenti (cioè non integrati nel seggiolino o nel veicolo) bisogna chiarire a quali caratteristiche tecnico costruttive funzionali essenziali debbano essere conformi.
  • Va precisato perché la legge 117/2018 si riferisce ai bambini di età inferiore ai 4 anni mentre il Codice della Strada art. 172 fa riferimento ad un obbligo di sistemi di ritenuta per i bambini inferiore ai 150 cm.
  • Occorre integrare l’AIR (analisi di impatto della regolamentazione) con indicazioni precise sull’impatto economico del provvedimento sia sui produttori che sui consumatori.

Il decreto è tornato in mano alla Ministra dei Trasporti, che lo ha firmato, non dando risposta alle osservazioni del Consiglio di Stato. Bisogna precisare, però, che il testo è stato firmato, ma non è ancora entrato in vigore. Per questo occorre aspettare la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale nei prossimi giorni: solo così sapremo quando scatterà veramente l’obbligo.

Se il decreto non indica altro, l’entrata in vigore avviene 15 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta, ma il decreto potrebbe prevedere anche l’entrata in vigore il giorno stesso della pubblicazione o in un momento successivo (per esempio 120 giorni dopo l’entrata in vigore del decreto come prevedeva la legge 117 del 2018). Di fatto, ad oggi, non sappiamo ancora quando scatterà l’obbligo.

Di sicuro, quando i dispositivi saranno obbligatori, a quel punto chi non avrà il dispositivo in auto rischia una sanzione amministrativa da 83 euro a 333 euro. Della violazione per il mancato utilizzo risponde il conducente o chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso. Quando il conducente incorre in un periodo di due anni, in una delle violazioni riguardanti i sistemi di ritenuta per almeno due volte, all’ultima infrazione segue anche la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

Non correre a comprare un seggiolino nuovo

Se la Ministra dei Trasporti nel firmare il decreto non ha tenuto in considerazione le modifiche segnalate dal Consiglio di Stato, il testo presenta molti elementi di incertezza. Ad oggi, quindi, non è possibile dare indicazioni precise su quale dispositivo sia corretto acquistare secondo le disposizioni di legge e dunque qualsiasi consiglio in tal senso sarebbe sbagliato.

Di fatto ancora non possiamo considerare a norma nessuno dei prodotti attualmente sul mercato: si tratta certamente di sistemi potenzialmente utili, ma non sappiamo se siano in regola con i requisiti del legislatore. Prima di acquistarlo è necessario che vengano chiariti tutti i dubbi. Ma come sono fatti i sistemi al momento in commercio e quali sono i migliori?

Per tutti i genitori che hanno già uno o più seggiolini meglio pensare ai prodotti indipendenti che possono spostare facilmente da un seggiolino all’altro. Sicuramente preferibili i prodotti collegati all’auto (che non richiedano necessariamente l’utilizzo dello smartphone) e che diano l’allarme prima che il genitore scenda dal veicolo. Per chi deve comprare un seggiolino nuovo, valutare bene l’offerta dei sistemi integrati e aspettare che il decreto sia pubblicato per essere certo che i sistemi ad oggi adottati dai produttori siano a norma di legge altrimenti si rischia la sanzione.

Universali o integrati nel seggiolino?

In attesa di capire quali siano le caratteristiche che dovranno avere questi dispositivi, abbiamo portato in laboratorio quelli attualmente presenti in commercio: quattro sistemi universali e due seggiolini con sistema integrato, ma è possibile che non tutti siano a norma con quanto previsto dal decreto.

Ad oggi esistono diversi sistemi universali (ovvero che si possono aggiungere senza cambiare il seggiolino).

Sistemi universali: versatili ma attenzione all’omologazione

Ecco quali vantaggi può portare la scelta di uno dei modelli universali:

  • non devi cambiare seggiolino; 
  • puoi passarli da un seggiolino all’altro man mano che il bimbo cresce e usarli su più auto;
  • puoi scegliere il seggiolino che più ti convince senza dover limitare la scelta ai pochi modelli con il sensore integrato.

Tuttavia questi sistemi hanno un grosso svantaggio. La maggior parte dei modelli è dotata di un sensore da mettere sotto il bambino, ma non essendoci ancora un decreto che ne stabilisce le caratteristiche tecniche i produttori di seggiolini auto non possono raccomandarli. Questo perché in teoria nessun dispositivo dovrebbe interferire con prodotti di sicurezza che sono omologati, perché potrebbero inficiare la sicurezza del seggiolino. Secondo gli esperti di laboratorio, un cuscinetto di pochi millimetri comunque non pregiudica la sicurezza (sarebbe come legare il bambino senza toglierli un giacchetto pesante o un pantalone imbottito), ma senza l’approvazione dei produttori, in caso di incidente su chi ricadrebbe la responsabilità?

Vuoi vedere i risultati delle prove dei 4 modelli di sistemi anti abbandono universali che abbiamo portato in laboratorio? Eccoli:RemmySteelmate BSA-1Tippy Smart PadBébé confort e-Safety cushion

Sistemi integrati: una scelta limitata

I sistemi integrati al momento sono disponibili su alcuni seggiolini Chicco e Cybex. Sono più pratici rispetto a quelli universali, ma hanno una durata più limitata rispetto al seggiolino stesso. La batteria (non sempre facilmente sostituibile, in alcuni casi occorre rivolgersi al produttore) si scarica dopo alcuni anni, probabilmente 3 o 4, ma il seggiolino dei più piccoli spesso viene utilizzato da più fratellini e quindi potrebbe essere utilizzato più a lungo. Il software potrebbe diventare presto obsoleto rispetto allo sviluppo tecnologico degli smartphone. 
Inoltre, il sistema integrato limita la scelta a pochi modelli. Meglio quindi scegliere un seggiolino che supera le prove dei nostri test e poi aggiungere un sistema universale. Ricorda però che qualsiasi oggetto che viene inserito o aggiunto a un seggiolino auto andrebbe testato con il seggiolino stesso per valutare che non ne modifichi la sicurezza e protezione. Questo è anche uno dei punti più critici della normativa.

Ecco i 2 sistemi integrati nei seggiolini che al momento sono commercializzati:Chicco BebéCareCYBEX Sensor Safe

I nostri consigli e quelli del ministero

In conclusione possiamo dire: meglio i prodotti universali con un sensore sul seggiolino e che diano l’allarme immediatamente, prima che il genitore scenda dall’auto (e che quindi evitino completamente l’abbandono). I sistemi mediati da app e bluetooth dipendono dal corretto settaggio dello smartphone, dal suo stato (carica e copertura di rete) e comunque avvisano dalla dimenticanza solo quando ci si è già allontanati dall’auto.

In generale comunque è bene ricordare che è pericoloso lasciare i bimbi chiusi in auto anche solo per pochi minuti: il problema non va sottovalutato perché purtroppo molti dei decessi per ipertermia sono stati causati dall’aver lasciato volontariamente il bambino in auto da solo, magari per pochi minuti e con una temeperatura esterna non troppo elevata. Ti cosigliamo quindi di seguire alcuni suggerimenti che il ministero ha riportato in questo opuscolo. Ovvero:

  • serve maggior consapevolezza dei rischi;
  • è utile posizionare il proprio telefono/borsa/badge aziendale accanto al bambino;
  • vale la pena posizionare borsa del cambio del bebè sul sedile del passeggero;
  • è utile adottare una tecnica americana “look back before you lock” cioè controllare tutti i sedili prima di chiudere l’auto, tecnica molto valida anche per evitare di trovarsi un vetro rotto per il furto di un paio di occhiali da sole o di una borsa lasciata sul sedile posteriore.

Fonte: Altroconsumo