Rumori in condominio: ultime sentenze

Rumori in condominio: ultime sentenze

Aprile 10, 2019 0 Di Blogger

Rumori in condominio e limiti di normale tollerabilità; immissioni di rumori e imposizione di misure idonee ad eliminarle. Reato di disturbo della quiete pubblica: il rumore deve violare la quiete di più condomini o residenti in zona.

Immissioni vietate dal regolamento di condominio.

In materia di rapporti condominiali, quando l’attività posta in essere da uno dei condomini di un edificio è idonea a determinare il turbamento del bene della tranquillità degli altri partecipi, tutelato espressamente da disposizioni contrattuali del regolamento condominiale, non occorre accertare, al fine di ritenere l’attività stessa illegittima, se questa costituisca o meno immissione vietata ex art. 844 c.c., in quanto le norme regolamentari di natura contrattuale possono imporre limitazioni al godimento della proprietà esclusiva anche maggiori di quelle stabilite dall’indicata norma generale sulla proprietà fondiaria.

Ne consegue che, quando si invoca, a sostegno dell’obbligazione di non fare, il rispetto di una clausola del regolamento contrattuale che restringa poteri e facoltà dei singoli condomini sui piani o sulle porzioni di piano in proprietà esclusiva, il giudice è chiamato a valutare la legittimità o meno dell’immissione, non sotto la lente dell’art. 844 c.c., ma esclusivamente in base al tenore delle previsioni negoziali di quel regolamento, costitutive di un vincolo di natura reale assimilabile ad una servitù reciproca.

Tribunale Milano sez. XIII, 05/12/2018, n. 12316.

Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone in condominio.

Perché sussista la contravvenzione di cui all’art. 659 c.p. relativamente ad attività che si svolge in ambito condominiale, è necessaria la produzione di rumori idonei ad arrecare disturbo o a turbare la quiete e le occupazioni, non solo dell’appartamento sovrastante o sottostante la fonte di propagazione, ma una più consistente parte degli occupanti il medesimo edificio.

Cassazione penale sez. III, 21/03/2018, n. 17131.

Disturbo della quiete pubblica e numero di persone disturbate dalle emissioni.

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all’art. 659 cod. pen., non sono necessarie né la vastità dell’area interessata dalle emissioni sonore, né il disturbo di un numero rilevante di persone, essendo sufficiente che i rumori siano idonei ad arrecare disturbo ad un gruppo indeterminato di persone, anche se raccolte in un ambito ristretto, come un condominio.

Cassazione penale sez. III, 11/01/2018, n.18521.

Immissioni di rumori in condominio: il giudice può imporre accorgimenti idonei ad eliminarli.

In tema di immissioni, la domanda di condanna volta alla loro cessazione, siccome eccedenti la normale tollerabilità, non vincola il giudice all’adozione di una misura determinata, ben potendo questi, in aggiunta alle statuizioni dirette alla rimozione della causa delle immissioni medesime, ordinare l’attuazione di quegli accorgimenti che siano concretamente idonei ad eliminare il riprodursi, in futuro, della situazione pregiudizievole.

Cassazione civile sez. II, 30/08/2017, n. 20553.

Nessuna responsabilità penale se i rumori disturbano solo il vicino di casa.

Non è configurabile il reato di cui all’art. 659 c.p. se i rumori arrecano disturbo solo ai vicini occupanti un appartamento limitrofo, all’interno del quale sono percepiti, e non anche ad altri soggetti abitanti nel condominio cui è inserita la stessa abitazione.

Cassazione penale sez. III, 11/05/2017, n. 30156.

Schiamazzi e rumori: limite di normale tollerabilità.

Affinché si possa configurare il reato ex art. 659 c.p. è necessario che l’entità degli schiamazzi e dei rumori, sia in concreto idonea a disturbare più persone. Pertanto in un condominio occorre, per poter considerarsi superato il limite di normale tollerabilità, che il rumore sia tale da violare la quiete, impedire il riposo o arrecare disturbo a più condomini o a persone residenti nelle vicinanze.

Corte appello Cagliari sez. II, 09/02/2017, n. 44.

Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.

La contravvenzione prevista dall’art. 659, comma 1, c.p. per chi disturba le occupazioni o il riposo delle persone è un reato di pericolo concreto la cui sussistenza deve essere valutata ex ante (confermata, nella specie, la condanna nei confronti del legale rappresentante di una società per aver consentito rumori persistenti provenienti dall’appartamento sede della società dove si svolgevano attività didattiche, con conseguente disturbo delle persone abitanti nel medesimo condominio dovuto anche al flusso continuativo degli studenti).

Cassazione penale sez. III, 20/09/2016, n. 1746.

Contenimento del rumore dell’ascensore.

Deve essere annullata l’ordinanza comunale che ordini al condominio di adottare interventi per il contenimento del rumore dell’ascensore, laddove il provvedimento impugnato ritenga de plano applicabile ad una struttura collaudata nel 1956 una disciplina entrata in vigore solo successivamente (l. n. 447 del 1995 e successivo d.P.C.M. di attuazione del 5 dicembre 1997); sia mancante di adeguata istruttoria circa l’effettiva riconducibilità del fenomeno a quelle componenti dell’impianto che, essendo state sostituite, risultino eventualmente soggette alle citate disposizioni o, infine, manchi di ogni indicazione circa la fattibilità economica e giuridica di interventi di contenimento, individuandone compiutamente natura e caratteristiche.

Tar Torino, (Piemonte) sez. I, 17/04/2014, n. 620.

Quiete e tranquillità pubblica.

La contravvenzione prevista dall’art. 659 cod. pen. persegue la finalità di preservare la quiete e la tranquillità pubblica e i correlativi diritti delle persone alla occupazione e al riposo e la giurisprudenza di legittimità è orientata nel senso di ritenere elemento essenziale di detto reato la idoneità del fatto ad arrecare disturbo ad un numero indeterminato di persone (confermata la sussistenza del reato atteso che i rumori e le vibrazioni prodotti dai motori che servivano a mantenere una determinata temperatura all’interno dello stabile utilizzato dalla società di cui era titolare l’imputato erano tali da arrecare disturbo ai residenti del condominio posto nelle vicinanze di tale cabina).

Cassazione penale sez. III, 27/03/2014, n. 16678.

Condotta produttiva di rumori.

La rilevanza penale della condotta produttiva di rumori, censurati come fonte di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, richiede l’incidenza sulla tranquillità pubblica, in quanto l’interesse tutelato dal legislatore è la pubblica quiete, sicché i rumori devono avere una tale diffusività che l’evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se poi concretamente solo taluna se ne possa lamentare; tale condizione è verificata allorché i rumori molesti siano provocati, e si diffondano, nell’ambito di un condominio (riconosciuta la responsabilità in capo al legale rappresentante di un centro commerciale, i cui impianti tecnologici -in particolare condizionatori– arrecavano disturbo non tollerabile agli occupanti del soprastante stabile di civile abitazione, ricompreso nello stesso complesso edilizio).

Cassazione penale sez. I, 28/05/2013, n. 28874.

Fonte: www.laleggepertutti.it