Come dare al figlio il solo cognome della madre

Come dare al figlio il solo cognome della madre

Dicembre 29, 2016 0 Di Blogger

È discriminatoria e quindi illegittima l’automatica attribuzione del cognome paterno ai figli. Parzialmente incostituzionali gli articoli che non consentono ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno.

 Novità dalla Corte Costituzionale …..
Da oggi sarà possibile registrare un figlio all’anagrafe con il solo cognome della madre: è quanto stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza depositata poche ore fa e di cui era stato già dato comunicato lo scorso 8 novembre (leggi Cognome della madre ai figli, è legale) [1]. Secondo la Consulta è discriminatoria e retaggio di un’epoca patriarcale l’imposizione ai figli del solo il cognome del padre.
Da oggi, quindi, in tutta Italia le coppie potranno decidere di dare al figlio il cognome paterno, il cognome materno o il cognome di entrambi. La scelta dovrà essere presa di comune accordo tra i genitori. In caso di litigio sulla scelta del cognome, a decidere sarà il giudice il quale dovrà decidere in base all’interesse del figlio. È questa la soluzione ipotizzabile non essendovi ancora alcuna legge a disciplinare tale evenienza.

Poiché la Corte ha dichiarato incostituzionale la norma relativa all’automatica attribuzione del cognome paterno al figlio, è verosimile che da oggi l’ufficiale del Comune dell’Anagrafe debba chiedere, prima di iscrivere il neonato nei registri, quale cognome hanno deciso di dargli i genitori. Non è infatti più scontata e automatica l’estensione del cognome del papà.

Paradossalmente l’automatismo del cognome paterno non era previsto da una norma specifica, ma desumibile indirettamente dal Codice civile (in materia di figli nati fuori dal matrimonio), da un regio decreto del 1939 e da un decreto del presidente della Repubblica del 2000. Già nel 1998 la questione era arrivata alla Consulta, che l’aveva respinta [2].

Come dare al figlio il solo cognome della madre?
Come tutte le sentenze della Corte Costituzionale, anche quella in commento ha effetto per tutti i cittadini residenti in Italia e non solo per le parti in causa. Dunque, da oggi, se il figlio è minorenne dovranno essere i genitori a decidere quale cognome adottare per questi e, conseguentemente, a registrarlo all’anagrafe, all’atto della nascita, con il cognome prescelto.
Madre e padre potranno optare per dare al minore il solo cognome della mamma.
Come detto, una scelta alternativa potrebbe essere quella di unire sia il cognome materno che paterno. Resta sempre salva la possibilità di optare per la scelta tradizionale dando al figlio il cognome del papà.

La sentenza si riferisce solo al caso del figlio appena nato, tuttavia è ipotizzabile, a questo punto, che il cambio di cognome in quello materno possa essere un’opzione anche per il figlio divenuto maggiorenne.
Le ragioni della incostituzionalità del cognome paterno
«La piena ed effettiva realizzazione del diritto all’identità personale – si legge nella importante sentenza -, che nel nome trova il suo primo ed immediato riscontro, impone l’affermazione del diritto del figlio ad essere identificato, sin dalla nascita, attraverso l’attribuzione del cognome di entrambi i genitori. Viceversa, la previsione dell’inderogabile prevalenza del cognome paterno sacrifica il diritto all’identità del minore, negandogli la possibilità di essere identificato, sin dalla nascita, anche con il cognome materno».
Quello che viene principalmente sacrificato è certamente il principio di uguaglianza dei coniugi. La sentenza chiarisce a riguardo che «il criterio della prevalenza del cognome paterno, e la conseguente disparità di trattamento dei coniugi, non trovano alcuna giustificazione né nell’art. 3 Cost., né nella finalità di salvaguardia dell’unità familiare, di cui all’art. 29, secondo comma, Cost.». Mentre «la perdurante violazione del principio di uguaglianza “morale e giuridica” dei coniugi, realizzata attraverso la mortificazione del diritto della madre a che il figlio acquisti anche il suo cognome, contraddice quella finalità di garanzia dell’unità familiare, individuata quale ratio giustificatrice, in generale, di eventuali deroghe alla parità dei coniugi».

LA SENTENZA

Corte Costituzionale, sentenza 8 novembre – 21 dicembre 2016, n. 286
Presidente Grossi – Redattore Amato

Ritenuto in fatto

1.– Con ordinanza emessa il 28 novembre 2013, la Corte d’appello di Genova ha sollevato – in riferimento agli artt. 2, 3, 29, secondo comma, e 117, primo comma, della Costituzione – questione di legittimità costituzionale della norma desumibile dagli artt. 237, 262 e 299 del codice civile, 72, primo comma, del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238 (Ordinamento dello stato civile) e 33 e 34 del d.P.R. 3 novembre 2000, n. 396 (Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello stato civile, a norma dell’articolo 2, comma 12, della L. 15 maggio 1997, n. 127), nella parte in cui prevede «l’automatica attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo, in presenza di una diversa contraria volontà dei genitori».
2.– Il giudizio a quo ha per oggetto il reclamo avverso il provvedimento del Tribunale ordinario di Genova che ha respinto il ricorso avverso il rigetto, da parte dall’ufficiale dello stato civile, della richiesta di attribuire al figlio dei ricorrenti il cognome materno, in aggiunta a quello paterno.
La Corte d’appello di Genova osserva che, sebbene la norma sull’automatica attribuzione del cognome paterno, anche in

Mostra tutto

[1] C. Cost. sent. n. 286/16 del 21.12.2016. La Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma desumibile dagli artt. 237, 262 e 299 c.c., 72, comma 1, R.D. n. 1238/1939; e 33 e 34 d.P.R n. 396/2000 nella parte in cui non consente ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno.
È dichiarata inoltre, in via consequenziale, l’illegittimità costituzionale dell’art. 262, comma 1, c.c., nella parte in cui on consente ai genitori, di comune accordo, di trasmettere al figlio, al momento della nascita, anche il cognome materno.
Infine, sempre in via consequenziale, dichiarata ai sensi dell’art. 27 l. n. 87/1953, l’illegittimità costituzionale dell’art. 299, comma 3, c.c. nella parte in cui non consente ai coniugi, in caso di adozione compiuta da entrambi, di attribuire, di comune accordo, anche il cognome materno al momento dell’adozione.
[2] La Corte costituzionale ha dunque dichiarato «l’illegittimità costituzionale della norma desumibile dagli artt. 237, 262 e 299 del codice civile; 72, primo comma, del Rd n. 1238/1939 (Ordinamento dello stato civile); e 33 e 34 del Dpr 3 n. 396/2000 (Semplificazione dell’ordinamento dello stato civile), nella parte in cui non consente ai coniugi, di comune accordo, di trasmettere ai figli, al momento della nascita, anche il cognome materno». E in via consequenziale, «l’illegittimità dell’art. 262, primo comma, cod. civ., nella parte in cui non consente ai genitori, di comune accordo, di trasmettere al figlio, al momento della nascita, anche il cognome materno» e «dell’articolo 299, terzo comma, cod. civ., nella parte in cui non consente ai coniugi, in caso di adozione compiuta da entrambi, di attribuire, di comune accordo, anche il cognome materno al momento dell’adozione».
Fonte http://www.laleggepertutti.it/