Assicurazione auto scaduta: incidente nei primi 15 giorni

Assicurazione auto scaduta: incidente nei primi 15 giorni

Dicembre 26, 2016 0 Di Blogger

Che succede se l’assicurazione non viene rinnovata dopo i primi 15 giorni e in questo arco di tempo il conducente compie un incidente stradale per il quale ha colpa?

Se la polizza assicurativa rc auto scade, essa resta ugualmente valida fino a 15 giorni dalla scadenza, sia che l’automobilista la rinnovi, sia che non lo faccia. Pertanto, se l’automobilista non assicurato compie un incidente stradale entro i primi 15 giorni dalla scadenza del contratto, questi è ugualmente coperto dall’assicurazione anche se, in quest’arco di tempo, non provvede a rinnovare la polizza. A chiarirlo è una sentenza di poche ore fa della Cassazione [1].
La legge prevede una “ultrattività” dell’assicurazione sull’auto di 15 giorni. In altri termini, una volta scaduto il contratto di assicurazione, la polizza resta valida per altri 15 giorni onde dare all’automobilista il tempo per provvedere al rinnovo. A questo punto possono verificarsi due diverse ipotesi:

  • se, durante tali 15 giorni, l’automobilista compie un incidente, la parte danneggiata viene indennizzata dall’assicurazione del responsabile che (ancora) non ha rinnovato la polizza;
  • se invece l’incidente si verifica dal 16 giorno successivo alla scadenza del contratto, l’automobilista non è più coperto dall’assicurazione e gli eventuali danni provocati dall’incidente sono a suo carico. O meglio: la parte danneggiata viene pagata dal Fondo di Garanzia Vittime della Strada e il Fondo, a sua volta, si rivale nei confronti dell’automobilista responsabile e senza assicurazione.

Assicurazione scaduta, anche se non la rinnovi più, nei primi 15 giorni sei coperto
La sentenza della Cassazione in commento chiarisce qualcosa che, spesso, sfugge. L’ultrattività della polizza nei primi 15 giorni opera a prescindere dal fatto che, in tale periodo, il proprietario del mezzo rinnovi il contratto. Egli potrebbe anche non farlo. Se non lo fa, si ha che:

  • tutti gli incidenti nei primi 15 giorni restano ugualmente coperti dall’assicurazione;
  • mentre quelli dal 16mo giorno in poi non lo sono più.

La Suprema Corte non fa che interpretare l’articolo del codice civile [2] dedicato proprio al mancato pagamento del premio dell’assicurazione. Articolo che distingue svariate ipotesi. Osserviamole singolarmente.
Mancato pagamento del primo premio o dell’unica rata
Il codice stabilisce:
«Se il contraente non paga il premio o la prima rata di premio stabilita dal contratto, l’assicurazione resta sospesa fino alle ore 24 del giorno in cui il contraente paga quanto è da lui dovuto».
Questa ipotesi si riferisce ai casi in cui l’automobilista non paghi la prima rata della polizza rc auto o dell’intero premio nel caso di pagamento in un’unica soluzione. In tal caso il contratto di assicurazione resta sospeso fino alle ore 24 del giorno in cui ha effettuato il versamento.
Per esempio: il 1° febbraio, Tizio si reca all’assicurazione a firmare una polizza rc auto; concorda un pagamento in due rate semestrali. Senonché non paga la prima rata. Vi provvede solo il 15 febbraio. In tal caso l’assicurazione inizia a valere dal 16 febbraio e tutti gli incidenti avvenuti prima di questa data sono “scoperti”: in pratica devono essere pagati dall’automobilista con il suo portafogli.

Mancato pagamento delle rate successive alla prima
Il codice stabilisce:
«Se alle scadenze convenute il contraente non paga i premi successivi [al primo, ndr], l’assicurazione resta sospesa dalle ore ventiquattro del quindicesimo giorno dopo quello della scadenza».
Qui il codice si riferisce a quanto abbiamo chiarito nell’articolo: l’assicurazione resta in vita per i successivi 15 giorni dalla scadenza del contratto, sia che l’automobilista provveda – in tale termine – a pagare il premio, sia che non lo faccia. Se non lo fa, però, gli incidenti dal 16mo giorno in poi sono a suo carico
Mancato pagamento entro 6 mesi dalla scadenza del contratto
In ultimo il codice stabilisce quanto segue:
«Nelle ipotesi previste dai due commi precedenti il contratto è risoluto di diritto se l’assicuratore, nel termine di sei mesi dal giorno in cui il premio o la rata sono scaduti, non agisce per la riscossione; l’assicuratore ha diritto soltanto al pagamento del premio relativo al periodo di assicurazione in corso e al rimborso delle spese. La presente norma non si applica alle assicurazioni sulla vita».

LA SENTENZA

Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 20 luglio – 19 dicembre 2016, n. 26104
Presidente Chiarini – Relatore Scrima

Svolgimento del processo

Nel 2008 P. Z., in proprio e nella sua qualità di legale rappresentante della P.Z. Impianti s.n.c., conveniva in giudizio, innanzi al Tribunale di Brescia, INA Assitalia S.p.A., deducendo che: aveva concluso con la società convenuta una polizza di responsabilità civile il 22 febbraio 2002, con scadenza al 17 novembre 2002; il 20 novembre 2003, all’interno di un cantiere dove operava la P.Z. Impianti era avvenuto un grave incidente in cui era deceduto il lavoratore M. V.; lo Z., quale “titolare della ditta P.Z. s.n.c.” era stato ritenuto colpevole del reato di omicidio colposo e condannato dal giudice penale a versare alle parti civili una provvisionale di euro 150.000,00 e all’INAIL l’importo di euro 170.000,00. Tanto premesso, l’attore chiedeva l’accertamento della validità ed efficacia della polizza e di essere tenuto indenne dall’INA Assitalia da tutte le pretese risarcitorie dei terzi.
La società assicuratrice convenuta si costituiva, eccependo che la polizza non era operativa perché scaduta il 17 novembre 2003. In corso di causa l’attore sosteneva che il contratto era efficace, in

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[1] Cass. sent. n. 26104/16 del 19.12.2016.
[2] Art. 1901 cod. civ.