Il medico di base: tutto quello che devi sapere parte 2°

Il medico di base: tutto quello che devi sapere parte 2°

Ottobre 10, 2016 0 Di Blogger

Medico di base: come sceglierlo? Le prestazioni sono sempre gratuite? Cosa devo fare se ho bisogno di un certificato medico?

Al compimento dei 14 anni d’età ogni cittadino è tenuto a scegliere il proprio medico di famiglia. La scelta è possibile anche a partire dal sesto anno d’età, qualora i genitori desiderino spostare il figlio dal pediatra al medico di base.
Per scegliere il medico di base si può consultare l’elenco dei medici convenzionati che si trova negli uffici delle Aziende sanitarie territoriali o sui siti internet delle stesse e recarsi quindi all’Ufficio anagrafe del Distretto sanitario di residenza per comunicare la scelta, munito di

  • libretto sanitario,
  • tessera sanitaria,
  • un documento di riconoscimento.

Oltre alle informazioni ricevute negli uffici dell’Azienda sanitaria, può comunque essere una buona idea, prima di iscriversi, contattare il medico e recarsi nel suo studio per un colloquio. E’ una modalità utile per conoscersi, ma non è prevista dalla normativa: il medico potrebbe rifiutarsi o chiedere addirittura il pagamento di una parcella.

Posso scegliere il medico di base in un distretto sanitario diverso dal mio?

Il cittadino che vuole iscriversi negli elenchi di un medico di medicina generale che lavora in un ambito territoriale diverso da quello della sua residenza lo può fare nel caso in cui il medico accetti l’assistenza e ci siano condizioni di vicinanza geografica. La scelta viene effettuata presso gli uffici del Distretto dell’Azienda sanitaria.

Prestazioni, certificati e visite

Il medico di famiglia assicura le seguenti prestazioni a titolo gratuito:

 visita medica ambulatoriale e domiciliare;

  • prescrizione di farmaci, richieste di visite specialistiche e di accertamenti diagnostici sia strumentali che di laboratorio;
  • proposta di ricovero alla struttura ospedaliera;
  • proposte di cure domiciliari alternative al ricovero;
  • rilascio gratuito dei seguenti certificati medici previsti dagli accordi nazionali:
    o certificati di riammissione a scuola dopo malattia,
    o certificazione di idoneità allo svolgimento di attività sportiva non agonistica solo in ambito scolastico,
    o certificati di malattia per i lavoratori.

Alcuni certificati medici sono a pagamento e il tariffario è esposto nell’ambulatorio medico:

  • le certificazioni di invalidità civile o di infortunio sul lavoro;
  • le certificazioni di idoneità allo svolgimento di attività sportive non agonistiche;
  • prestazioni non comprese nei compiti e nelle attività previste dall’accordo collettivo nazionale dei medici di medicina generale ovvero prestazioni richieste e svolte in fasce orarie notturne prefestive e festive;
  • le visite ambulatoriali e domiciliari occasionali effettuate da un medico di famiglia che non è il proprio.

Il medico può chiedere il pagamento di una somma in denaro di alcune prestazioni di particolare impegno professionale (ad esempio suture di ferite superficiali, rimozione di punti di sutura e medicazioni, vaccini desensibilizzanti, fleboclisi ecc.) e di visite ambulatoriali e domiciliari occasionali a persone affette da particolari patologie.

Visita domiciliari: quando ne ho diritto? É gratuita?

Quando l’assistito non è trasferibile, ovvero quando non può essere trasportato presso l’ambulatorio, il medico deve recarsi presso il suo domicilio per visitarlo. È il medico che valuta la non trasferibilità e quindi l’opportunità di fare una visita domiciliare. L’assistito ha il diritto di ricevere una visita domiciliare anche qualora il medico dovesse considerarlo trasferibile ma, in questo caso, dovrà pagare la prestazione.
La visita domiciliare deve essere eseguita:

  • nel corso della stessa giornata, se la richiesta avviene entro le ore 10;
  • entro le ore 12 del giorno successivo nel caso in cui la richiesta pervenga dopo le ore 10.

Sarà cura del medico organizzare la modalità di ricevimento delle richieste di visita domiciliare. Sia il medico che l’Azienda sanitaria territoriale devono darne comunicazione ai pazienti.

Il medico è tenuto a inviare il certificato di malattia online direttamente all’Inps (anche se il lavoratore è iscritto a un altro ente previdenziale), entro 24 ore dalla visita; inoltre deve comunicare il numero di protocollo del certificato trasmesso al lavoratore, che a sua volta il lavoratore è obbligato a comunicarlo al proprio datore di lavoro.

La procedura per l’invio online dei certificati di malattia riguarda tutti i lavoratori dipendenti, sia privati che pubblici, eccetto i dipendenti del settore pubblico disciplinati da propri ordinamenti (forze armate e di polizia, magistrati, vigili del fuoco ecc.) ai quali può essere rilasciato un certificato di malattia in carta bianca intestata, anche da parte di un medico libero professionista.

Le visite fiscali

La circolare Inps n. 95 del 7 giugno 2016 disciplina le visite fiscali, cioè gli accertamenti predisposti dal datore di lavoro, dall’Inps o dall’Azienda sanitaria territoriale per verificare l’effettivo stato di malattia del dipendente assente. Obblighi ed esenzioni sono distinti per i lavoratori dipendenti privati da quelli per i lavoratovi dipendenti pubblici. Vediamo di seguito quali sono le differenze.

La visita fiscale al dipendente privato

Il lavoratore privato assente per malattia ha l’obbligo di garantire la propria reperibilità nelle seguenti fasce orarie:

  • la mattina dalle ore 10 alle ore 12;
  • il pomeriggio dalle ore 17 alle ore 19.

Durante tali fasce orarie, il lavoratore privato può ricevere la visita medica fiscale richiesta dal datore di lavoro o dall’Inps stesso e pertanto è obbligato a farsi trovare presso il proprio domicilio o altro indirizzo comunicato al momento della dichiarazione dell’inizio malattia.
Se il lavoratore non rispetta tali orari di visita fiscale e risulta assente dal domicilio comunicato all’inizio della malattia tramite certificato medico, può incorrere in sanzioni e/o provvedimenti disciplinari qualora non giustifichi, mediante prove certe e documentabili, il motivo della sua assenza durante tali orari.
Sono esclusi dall’obbligo di rispettare le fasce di reperibilità tutti i lavoratori dipendenti privati, la cui causa di malattia sia connessa a:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita, malattie che devono essere opportunamente documentate dalla struttura sanitaria;
  • stati patologici sottesi o connessi a situazioni di invalidità riconosciuta, in misura pari o superiore al 67%.

La visita fiscale al dipendente pubblico

Invece, i dipendenti pubblici (statali, insegnanti, militari, poliziotti, vigili del fuoco, dipendenti delle azienda sanitarie territoriali, enti locali) possono ricevere la visita fiscale nei seguenti orari:

  • la mattina dalle ore 9 alle ore 13;
  • il pomeriggio dalle ore 15 alle ore 18.

Sono esenti dall’obbligo di rispettare le fasce orarie di reperibilità i lavoratori pubblici assenti per malattia che presentino:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • infortunio sul lavoro Inail;
  • malattie professionali Inail, per le quali è stata riconosciuta la Causa di Servizio;
  • stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

L’obbligo di reperibilità, sia per dipendenti privati che pubblici, è previsto anche per i giorni non lavorativi e festivi (quindi anche per il giorno di Natale, Capodanno, Pasqua, le feste patronali) e per i giorni di riposo se l’evento cade prima o dopo tali giornate.
Come avviene già per i lavoratori privati, anche nel pubblico impiego sono previsti dei controlli sui certificati medici che hanno la finalità di valutare il comportamento dei dipendenti e decidere eventualmente l’applicazione di sanzioni disciplinari quali, ad esempio, il licenziamento per scarso rendimento.