Cibi e farmaci, le interazioni da evitare

Cibi e farmaci, le interazioni da evitare

Settembre 16, 2016 0 Di Blogger

È provato che alcuni cibi presenti sulla nostra tavola possono ridurne o potenziare l’efficacia dei farmaci e perfino causare la comparsa di problemi, più o meno gravi.
Gran parte delle interazioni si verifica a livello dell’assorbimento gastrointestinale, cioè quando questi sono nello stomaco e nell’intestino: il cibo può avere effetti sia sulla velocità di assorbimento sia sulla quantità di farmaco assorbito. Per questo motivo è molto importante leggere il foglietto illustrativo per capire se si deve assumere il farmaco a stomaco pieno o lontano dai pasti. Di solito, sul foglietto viene indicato se l’assunzione di particolari cibi può modificare il risultato atteso. Va prestata attenzione anche alla scelta di ciò che si beve: se l’alcol è senza dubbio il vero antagonista di qualsiasi medicinale, anche le bevande a base di caffeina e di pompelmo possono modificare gli effetti terapeutici desiderati.
Il primo nemico
L’alcol è il nemico numero uno dei farmaci. L’assunzione contemporanea dovrebbe sempre essere evitata, perché imprevedibile e pericolosa. Infatti l’alcol interferisce con l’assorbimento dei medicinali, sovraccaricando soprattutto il fegato, dove sia alcol sia i farmaci sono metabolizzati.
Ma non è il solo
Anche se è una bevanda salutare e dissetante, ricca di vitamina C, il succo di pompelmo interagisce con alcuni farmaci: ne basta solo un bicchiere per variare le concentrazioni di principi attivi nel sangue e perfino per aumentare gli effetti dei medicinali. Infatti i componenti del succo di pompelmo e di altri agrumi inibiscono l’attività di un’enzima intestinale, coinvolto nell’assorbimento di molti farmaci di uso comune.
La conseguenza è che bevendo succo di pompelmo si può assorbire una quantità maggiore di farmaci e aumentare quindi anche la probabilità di incorrere in effetti collaterali. In particolare, il pompelmo è sconsigliato con alcuni medicinali impiegati nel trattamento dellapressione alta (sartani) e favorisce la tossicità dei farmaci destinati alla cura delle aritmie. Infine, interagisce anche con alcune benzo-diazepine (per esempio diazapem, alprazolam, triazolam) destinate alla cura di ansia e insonnia.
Fonte : http://www.altroconsumo.it/