Unioni civili: cosa cambia per il fisco

Unioni civili: cosa cambia per il fisco

Agosto 4, 2016 0 Di Blogger

Unioni civili e convivenze di fatto, cosa cambia per il fisco, TFR, successioni, Lavoro, abitazione principale. La guida dei nostri professionisti. 

Domenica 5 giugno è entrato in vigore il tanto discusso d.d.l. Cirinnà [1] che regolamenta le unioni civili tra persone dello stesso sesso [2]e disciplina le convivenze di fatto etero o gay prive di vincoli giuridici [3].  La regolamentazione ha ovviamente oltre a riflessi civili e morali anche rilevanti implicazioni fiscali che potremmo riassumere in particolar modo per ciò che riguarda: abitazione principale, pensione di reversibilità, diritti di successione, diritti per lavoratori.

 L’abitazione principale

Il diritto ad avere un’abitazione principale comune è fiscalmente rilevante ai fini delle detrazioni previste dall’imposta sui redditi e delle imposte locali IMU/TASI. La legge Cirinnà[4] prevede per le unioni civili di persone dello stesso sesso che “ le parti concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza comune, a ciascuna delle parti spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato.” Pertanto, per entrambi i partner sarà possibilericonoscere come abitazione principale la dimora abituale della coppia.
Per i conviventi di fatto omosessuali o eterosessuali invece il testo prevede che nel contratto di convivenza sia contenuta “l’indicazione della residenza” [5].

 La pensione di reversibilità e TFR

Sul fronte della reversibilità della pensione e del TFR, la legge distingue chiaramente le due ipotesi.
Per le unioni civili di persone dello stesso sesso [6] si legge che: “in caso di morte del prestatore di lavoro, le indennità indicate negli articoli 2118 e 2120 del codice civile devono corrispondersi anche alla parte dell’unione civile.” In particolare i riferimenti al codice riguardano:

  • Recesso dal contratto a tempo indeterminato [7]. In mancanza di preavviso, il recedente e’ tenuto verso l’altra parte a un’indennita’ equivalente all’importo della retribuzione che sarebbe spettata per il periodo di preavviso. La stessa indennita’ e’ dovuta dal datore di lavoro nel caso di cessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro.
  • Disciplina del trattamento di fine rapporto [8]. In ogni caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, il prestatore di lavoro ha diritto ad un trattamento di fine rapporto, e in caso di morte il diritto si estende al partner.

 I diritti di successione

Per i diritti di successione il ddl distingue le due fattispecie tra le unioni civili tra persone dello stesso sesso e conviventi di fatto omosessuali ed etero sessuali
Per le unioni civili il partner superstite ha diritto alla cd. Legittima, al pari di una coppia civilmente sposata. In particolare l’eredità è divisa nel seguente modo:

  • 50% al partner superstite
  • 50% ad eventuali figli

Per i conviventi di fatto non sono previsti particolari diritti, tuttavia il comma 43 prevede che in caso di morte del proprietario della casa di comune residenza “il convivente di fatto superstite ha diritto di continuare ad abitare nella stessa per due anni o per un periodo pari alla convivenza se superiore a due anni e comunque non oltre i cinque anni. Ove nella stessa coabitino figli minori o figli disabili del convivente superstite, il medesimo ha diritto di continuare ad abitare nella casa di comune residenza per un periodo non inferiore a tre anni.” Il successivo comma 43 prevede il diritto di abitare nella casa del convivente superstite cessa nel caso in cui il convivente superstite cessi di abitare stabilmente nella casa di comune residenza o in caso di matrimonio, di unione civile o di nuova convivenza di fatto.”

 I diritti per i lavoratori

Molti altri diritti del matrimonio vengono estesi alle coppie con le unioni civili: congedi parentalidetrazioni per il coniuge (vale a dire uno sconto sulle tasse che si ha ogni mese sulla busta paga), possibilità di usufruire di 3 giorni di permesso al mese per assistere il coniuge con handicap grave [9] e agevolazioni nelle graduatorie dell’asilo nido se si hanno dei figli.
D.ssa Alessandra Greco

[1] L. 76/2016.
[2] L. 76/2016 art. 1 dal c. 1 al 35.
[3] L. 76/2016 art. 1 dal c. 36 al 67.
[4] L. 76/2016 art. 1, c. 12.
[5] Disegno di Legge 2081/2016, art.1, c. 53, lett.a.
[6]  L. 76/2016 art.1, c.17.
[7] Art. 2118. cod.civ.
[8] Art. 2120. cod.civ.
[9] L. 104/92.