Fondi a cedola: che cosa sono e perchè bisogna evitarli.

Fondi a cedola: che cosa sono e perchè bisogna evitarli.

Maggio 9, 2016 0 Di wp_9446713

Il concetto dietro la nascita dei fondi a cedola è molto semplice: i risparmiatori vogliono le cedole che ormai il mercato dei titoli di stato non riesce più a pagare.

Se fino a qualche anno fa i risparmiatori italiani usavano investire i propri risparmi in Bot e Btp con rendimenti annuali soddisfacenti, adesso questa opportunità sembra ormai svanita. Con gli investitori italiani disorientati dalla mancanza dai classici titoli di stato con cedole annuali elevate e capitale garantito ed in cerca di nuove opportunità, ecco che ormai già da qualche anno sono spuntati fuori i cosiddetti fondi a cedola. Benissimo, arrivano in soccorso le società di gestione e le banche che propongono dei fondi “detti a cedola” proprio perchè pagano una cedola periodica ed hanno una scadenza prestabilita. Molto simile a quanto accade per un Btp con la differenza, non di poco conto, che il capitale a scadenza non è garantito. 

COME FUNZIONANO I FONDI A CEDOLA

In parole semplici, i fondi a cedola promettono agli investitori una cedola annuale (o semestrale o trimestrale ecc), ma per far ciò prendono il capitale e lo investono in obbligazioni corporate, ad alto rendimento, titoli di stato, paesi emergenti ecc.

Una parte del patrimonio è anche investito in titoli azionari di vari paesi. Ogni fondo a cedola ha il suo stile di investimento e diversificherà il suo capitale come meglio crede al fine di ottenere dei rendimenti che gli permettano di pagare annualmente i dividendi agli investitori.

Il funzionamento è molto semplice, fin troppo. Dove sta allora la fregatura? 

Leggendo attentamente i fogli informativi, tra le righe si trova scritto che nel caso in cui il gestore non abbia generato dei rendimenti adeguati per permettere al fondo di pagare la cedola, la cedola sarà comunque distribuita ma attingendo al capitale investito del risparmiatore. 

Per farla semplice, loro ti dicono: la cedola viene pagata con i rendimenti ottenuti dagli investimenti, ma se tali rendimenti non sono sufficienti, ti paghiamo la cedola prendendo parte del capitale che hai investito. Cioè praticamente ti pagano le cedole con il tuo stesso rendimento se i rendimenti non sono sufficienti.

Il risparmiatore medio italiano questo non lo sa. Quando vede l’accredito della cedola è contento, ma al momento della scadenza del fondo a cedola potrebbe scoprire l’amara sorpresa. Dico potrebbe perchè questo meccanismo si verifica solo qualora i rendimenti non fossero sufficienti a pagare le cedole. Comunque sia il capitale investito dal risparmiatore non è affatto garantito e a scadenza, il cliente, potrebbe vedersi rimborsato solo parte del suo capitale.

A tutto ciò va aggiunto che i fondi a cedola, come tutti i fondi comuni a gestione attiva, soffrono di elevati costi di gestione annui ed elevate commissioni di uscita che sono tanto più alte quanto prima si decide di disinvestire l’investimento. Tali costi non vanno affatto trascurati e sono una componente importantissima da valutare.

Se per i normali fondi comuni a gestione attiva è possibile analizzarne lo storico delle performance rispetto al proprio benchmark di riferimento in modo da poter valutare le abilità del gestore, per i fondi a cedola ciò non è possibile farlo. Infatti nel momento in cui si sottoscrive il fondo a cedola, non si ha idea delle performance passate. Quando il fondo a cedola scade, il fondo muore e se ne crea uno nuovo e così le performance del gestore passano inosservate.

ASPETTI NEGATIVI DEI FONDI A CEDOLA

Riassumiamo quindi gli aspetti negativi dei fondi a cedola:

  • Commissioni di uscita (elevate se si sceglie di disinvestire prima della scadenza il fondo. Azzerate se si porta a scadenza)
  • Commissioni di gestione annue elevate
  • Capitale non garantito a scadenza
  • Cedole che potrebbero essere pagate con parte del capitale dell’investitore se i rendimenti del fondo non sono sufficienti
  • Mancanza di storici per valutare le performance del fondo e le abilità del gestore di sovraperformare il mercato
  • Spesso inefficienti rispetto al proprio benchmark

Fonte: http://www.smstudiomoretti.it/