Un solo canone Rai per la coppia di fatto

Un solo canone Rai per la coppia di fatto

Maggio 2, 2016 0 Di wp_9446713

Ricordiamo che è dovuto un solo canone per ogni famiglia anagrafica, indipendentemente dal numero di abitazioni possedute dai suoi componenti e dal numero di contratti di fornitura di energia elettrica.

La situazione ideale sarebbe quella di un solo contratto, intestato a un membro della famiglia che risiede nell’abitazione insieme a tutti gli altri. Ma se diversi componenti della stessa famiglia anagrafica sono titolari di più contratti per utenza elettrica residente, nella stessa abitazione o in abitazioni diverse, si dovrà comunicare al Sat a Torino su quale fattura elettrica devono essere effettuati gli addebiti, compilando il Quadro B del modello di dichiarazione sostitutiva pubblicato sui siti www.agenziaentrate.gov.it e www.canone.rai.it.

Chi invece deve pagare, se la moglie ha sempre versato l’abbonamento tv mentre l’utenza elettrica residenziale è invece intestata al marito? In questo caso non occorre nessuna dichiarazione, perché lo sportello Sat procederà alla voltura del canone di abbonamento nei confronti del marito.

Il caso affrontato dall’Agenzia riguarda le coppie di fatto: in relazione alla definizione di «famiglia anagrafica» (art. 4 del D.P.R. n. 223/89), purché ci sia la certificazione del Comune competente.

In sostanza, agli effetti anagrafici, per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela oda vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso Comune (unico nucleo familiare); una famiglia anagrafica può essere costituita da una sola persona. La prova dei “vincoli affettivi” viene riconosciuta alla dichiarazione che gli interessati rendono al momento della costituzione o subentro nella famiglia. Se non c’è quella dichiarazione, non c’è famiglia anagrafica, quindi, se l’altro membro della coppia non registrata sia intestatario di un’altra utenza elettrica in un’altra casa, pagherà un secondo canone.

Attenzione, però: i soggetti che effettuano dichiarazioni anagrafiche chiariscono se nell’abitazione all’indirizzo di residenza sono già iscritte delle persone e indicano se sussistono o non sussistono, rapporti di coniugio, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi con esse.

Persone o famiglie che coabitano nella stessa abitazione possono quindi dar luogo, a distinte famiglie anagrafiche se, appunto, tra i componenti delle due famiglie non vi sono tali vincoli.

Proseguono poi le Entrate sul caso del contribuente intestatario dell’utenza elettrica, titolare di un bed and breakfast, che già paga il canone Tv “speciale” per l’unico apparecchio TV a disposizione della famiglia e degli ospiti.

In generale, la detenzione di un apparecchio televisivo installato in locali che ne permettano la visione a persone estranee alla famiglia (come i clienti) implica che sia dovuto non il canone ordinario, ma quello speciale. Però, dicono le Entrate, dato che in questo caso il titolare già paga, appunto, il canone speciale, potrà presentare la dichiarazione sostitutiva di «non detenzione» compilando il quadro A ed evitare il canone ordinario.

Infine, chiarisce l’Agenzia, un contribuente ricoverato in una casa di riposoche detenga un apparecchio tv nella propria abitazione è tenuto al pagamento del canone. Se invece ne è privo ma è titolare di un’utenza elettrica, dovrà presentare la dichiarazione sostitutiva di «non detenzione».

Fonte http://www.lavorofisco.it