Illegittime multe senza contraddittorio. Pioggia di ricorsi

Illegittime multe senza contraddittorio. Pioggia di ricorsi

Febbraio 1, 2016 0 Di wp_9446713

Sono illegittime le multe del Fisco “a tavolino”, senza contraddittorio o basate su semplici verifiche a distanza dell’Agenzia delle Entrate, magari solo telefoniche.

I contribuenti hanno diritto di difendersi, rispondendo alle osservazioni dell’amministrazione fiscale e ottenendo un documento che registri quanto avvenuto.

LA SENTENZA – La precisazione è contenuta in una sentenza della Commissione tributaria regionale di Torino, uno dei giudici speciali per le questioni in materia fiscale. E potrebbe rappresentare un piccolo terremoto nel settore dei controlli anti evasione: alla luce di questa decisione sono centinaia, se non migliaia, gli accertamenti che potrebbero rivelarsi illegittimi. Per adesso, la questione coinvolge imprese e professionisti, ma in futuro potrebbe essere allargata a tutte le tipologie di contribuente.

VERBALE OBBLIGATORIO – I giudici hanno così bocciato una delle condotte più ricorrenti dell’Agenzia delle Entrate, che chiede documenti al contribuente e una volta ricevutili lascia passare tempo prezioso, passando direttamente alla richiesta di imposte non pagate (e sanzioni), saltando la fase del contraddittorio e ovviamente senza emettere il (dovuto e obbligatorio) verbale di constatazione (Pvc). Un iter che secondo la Commissione tributaria potrebbe violare lo Statuto del contribuente.

Lo Statuto del contribuente, dopo essere stato sistematicamente ignorato sul punto, è stato richiamato a garanzia dei diritti dei cittadini. È quindi necessario «per il principio di eguaglianza, che il Pvc venga rilasciato anche a seguito di verifiche fatte ‘a tavolino’ perché altrimenti i contribuenti sottoposti a tali verifiche subirebbero un diverso (e ingiustificato) trattamento rispetto a quelli verificati in azienda».

Ad aggravare la situazione c’è la circostanza che la scelta di fare verifiche a tavolino è completamente discrezionale. Gli accertamenti in questione, allora, andranno considerati nulli. Adesso la palla passa all’Agenzia delle Entrate, che può tranquillamente scegliere di non adeguarsi alla decisione di una Commissione tributaria. Se, però, questo orientamento dovesse essere confermato in futuro, i funzionari che effettuano le verifiche potrebbero avere grossi problemi.

Un esempio concreto può aiutare a capire: spesso accade che, quando parte una verifica fiscale a distanza sugli adempimenti fiscali di un’impresa, vengano richiesti dei documenti. Il contribuente manda tutto quello che gli è stato richiesto e l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, anziché rispondere, fa passare tempo prezioso. Così, succede che in qualche caso si passi dalle verifiche alla richiesta di imposte non pagate (con relative sanzioni) senza che ci sia possibilità di difendersi.

Fonti http://www.quotidiano.net/   http://quifinanza.it/tasse/agenzia-entrate-illegittime-multe-senza-contraddittorio-pioggia-di-ricorsi/53427/