Farsi annullare gratis un atto illegittimo

Farsi annullare gratis un atto illegittimo

Gennaio 28, 2016 0 Di wp_9446713

La legge di stabilità n. 228/2012, ha introdotto l’annullamento in autotutela delle c.d. “cartelle pazze”. La legge in questione stabilisce che il contribuente, raggiunto da una cartella illegittima, possa chiedere in autotutela la sospensione della riscossione nonchè l’annullamento in via amministrativa delle partite iscritte a ruolo. Nella legge è previsto anche un termine perentorio per ottenere lo sgravio in autotutela ovvero 220 giorni (cfr. comma 540 l. n. 228/2012).

Grazie all’istanza in autotutela (anche detto ricorso in autotutela) il contribuente può segnalare agli uffici finanziari eventuali errori o illegittimità presenti negli atti a questi notificati, consentendo loro di revocarli e di correggere eventuali inesattezze.

Qualsiasi amministrazione può essere destinataria di un ricorso in autotutela: si pensi all’Agenzia delle Entrate, l’Inps, il Comune, anche la stessa Equitalia che, sebbene formalmente non sia un ente pubblico, opera come tale ed è soggetto alla stessa normativa per quanto almeno riguarda i rapporti con il cittadino (obblighi di trasparenza e collaborazione).

Il ricorso in autotutela si presenta in carta libera, esente da bolli, e da formule particolari. Può firmare l’istanza anche lo stesso interessato senza dover ricorrere a un avvocato o un commercialista.

L’eventuale annullamento in autotutela dell’atto illegittimo o infondato non toglie però che l’ufficio possa rinnovare l’atto se non è già scaduto il termine di decadenza previsto dalla legge.

Nel frattempo che intervenga la decisione sull’autotutela, comunque, è possibile chiedere la sospensione degli effetti dell’atto che appaia illegittimo o infondato. La richiesta di sospensiva deve essere indicata in modo espresso nella stessa istanza.

L’annullamento o la revoca dell’atto travolge automaticamente tutti gli altri atti ad esso conseguenti e comportano l’obbligo di restituzione al contribuente delle somme indebitamente riscosse: ad esempio, il ritiro di un avviso di accertamento determina automaticamente la nullità delle cartelle di pagamento emesse in base all’avviso stesso. Se, invece, è in corso una causa di impugnazione dell’atto innanzi alle Commissioni tributarie o alla Cassazione, si ha la sua estinzione per cessata materia del contendere.

L’autotutela può essere realizzata su iniziativa dell’ufficio o su istanza del contribuente interessato.

Il Reclamo – Mediazione e l’Autotutela possono essere richieste per i ruoli iscritti dall’Agenzia delle Entrate con cartelle di pagamento notificate a partire dal 1° Aprile 2012 per un valore non superiore a 20 mila euro e sono:

  • imposte sui redditi e relative imposte sostitutive
  • IVA
  • INVIM
  • Imposta di registro
  • imposta di successioni e donazioni
  • imposte ipotecaria e catastale
  • imposta sulle assicurazioni
  • Irap
  • Imposta di bollo
  • contributo unificato
  • tassa sui contratti di borsa
  • tassa sulle concessioni governative
  • tasse automobilistiche, bollo auto
  • altri tributi diretti

L’ufficio può procedere all’autotutela nei seguenti casi:

  •  errore di persona;
  •  evidente errore logico o di calcolo;
  •  errore sul presupposto dell’imposta;
  •  doppia imposizione;
  •  mancata considerazione di pagamenti di imposta, regolarmente eseguiti;
  •  mancanza di documentazione successivamente sanata, non oltre i termini di decadenza;
  •  sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni, regimi agevolativi precedentemente negati;
  •  errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’Amministrazione;
  •  modifica normativa che prevede disposizioni più favorevoli per il contribuente e concede la loro applicazione anche in relazione a fatti posti in essere precedentemente l’entrata in vigore delle nuove norme.

 

L’autotutela può essere richiesta anche dai contribuenti senza particolari vincoli formali, attraverso apposita istanza. Inoltre, in alcuni casi, al fine di agevolare i contribuenti stessi, è possibile avvalersi degli appositi centri di assistenza telefonica (c.d. call center) che possono provvedere direttamente, ove possibile, ad annullare o rettificare determinati atti.

Essa può essere chiesta anche in via preventiva, cioè prima dell’emanazione di un atto formale, per contestare le rilevazioni dei verificatori contenute nei processi verbali.

Si può depositare l’istanza in autotutela con apposito ricorso notificato all’amministrazione con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata. In alternativa si può presentare l’istanza con:

  • dichiarazione messa a verbale durante un’audizione presso l’ufficio;
  • inclusione in un atto processuale relativo ad altra controversia con l’ufficio fiscale.

 

È molto importante considerare che l’istanza in autotutela non ha effetti sospensivi né sull’atto (salvo non intervenga apposita decisione dell’ufficio), né sui termini per presentare ricorso. Pertanto, il contribuente che presenta l’istanza di autotutela per fare annullare un atto che considera illegittimo o infondato, dovrebbe evitare di lasciar trascorrere i termini per la presentazione del ricorso senza avere la conferma scritta dell’accoglimento dell’istanza.

In assenza di una risposta per tempo, è consigliabile presentare anche il ricorso contro l’atto di imposizione. Ciò in quanto i due rimedi sono del tutto indipendenti sia dal punto di vista concettuale che da quello procedurale.

In caso di accoglimento dell’istanza, come abbiamo detto, si ha l’annullamento dell’atto illegittimo e, se non decorsi i termini, l’amministrazione può sostituirlo da un altro atto corretto.

In caso di rigetto (cosiddetto diniego di autotutela) il contribuente può sempre

  • presentare ricorso al giudice o proseguire il ricorso già pendente;
  • se, invece, i termini per ricorrere sono scaduti, è controversa la possibilità di impugnare il diniego di autotutela.

 

Fonte: Annullamento delle cartelle di Equitalia in autotutela
(www.StudioCataldi.it)

Fonte http://www.laleggepertutti.it/109588_autotutela-come-farsi-annullare-gratis-un-atto-illegittimo#sthash.LTHf6S2E.dpuf