Banca Etruria, ecco la lettera degli obbligazionisti

Banca Etruria, ecco la lettera degli obbligazionisti

Gennaio 14, 2016 0 Di wp_9446713

Lettera degli obbligazionisti di Banca Etruria, affinché le istituzioni s’impegnino a indennizzare integralmente coloro che hanno subito perdite

Il “Comitato Pizzoli (AQ) Difesa dei risparmiatori di Banca Etruria” ha inviato una lettera a tutte le istituzioni e le forze politiche, affinché si dia loro una soluzione concreta e non ci si limiti ad offrire una generica, quanto inutile solidarietà verbale. Pur prendendo atto della complessità del caso e delle limitazioni derivanti dalle normative europee (da gennaio è scattato il cosiddetto “bail-in”), il comitato ha proposto alcuni punti, che dovrebbe nelle sue intenzioni rappresentare una mediazione tra diversi interessi.

Per prima cosa, i risparmiatori (ma sarebbe più opportuno definirli “investitori”, trattandosi dei titolari delle obbligazioni subordinate) chiedono che le fasce più deboli di loro siano rimborsate integralmente, attraverso il Fondo di Solidarietà Risparmiatori e che i decreti attuativi del governo debbano semplicemente fissare i criteri di priorità per il rimborso. In pratica, i risparmiatori chiedono che il governo non limiti, come si vocifera, i rimborsi ad alcune categorie di obbligazionisti, magari sulla base di valutazioni economico-reddituali, ma che queste servano semmai per fissare le priorità, fatto salvo il principio che tutti gli obbligazionisti debbano essere rimborsati del danno subito, calcolabile senza alcuna difficoltà.

Qualora il suddetto Fondo risulti insufficiente a coprire i rimborsi integrali di tutti gli obbligazionisti, il comitato propone una soluzione: ciò che resta delle banche salvate a novembre, la cosiddetta “good bank”, dovrebbe emettere obbligazioni per un valore nominale pari al danno subito dai detentori dei bond subordinati, da offrire a questi ultimi gratuitamente. Tali emissioni potrebbero essere coperte, suggerisce il comitato, dalle plusvalenze realizzate con la cessione dei crediti.

Infine, una soluzione strutturale, che in futuro eviti il ripetersi di casi del genere e, in particolare, frizioni con la UE. Il Comitato Pizzoli propone la creazione di un Fondo volontario, che a partire dal 2017 e per un decennio venga alimentato con risorse stanziate dal sistema bancario nazionale e che possano essere utilizzate all’occorrenza. Ciò escluderebbe che si trattasse di aiuti di stato, ma il comitato chiede che tale impegno sia formalizzato in un protocollo d’intesa, similmente a quanto accaduto di recente con l’Abi, in favore degli indennizzi ai risparmiatori.

Per riassumere, queste le 3 richieste degli obbligazionisti di Banca Etruria: rimborsi integrali per tutti, utilizzo del Fondo Solidarietà dei Risparmiatori e delle emissioni obbligazionarie da parte della “good bank” per tali indennizzi, creazione di un Fondo volontario e decennale a tutela del risparmio.

Qui di seguito pubblichiamo la lettera integrale del Comitato Pizzoli:

Pizzoli 07/01/2016

Lettera pubblica del “Comitato Pizzoli (Aq) Difesa dei risparmiatori banca Etruria” a tutte le istituzioni, al sistema bancario ed ai rappresentanti di tutte le forze politiche.

Da anni si sente parlare di “diritti acquisiti” e vediamo come spesso, nel nome della tutela di essi, si garantiscano invece veri e propri privilegi di pochi.

Per azzerare i risparmi di una vita invece bastata una sola notte.

Quelli andati in fumo erano i nostri risparmi guadagnati onestamente col sudore della fronte essi dovevano servire a tutelare il diritto al futuro delle nuove generazioni.

Se il nostro lavoro non fosse sempre più precario, se le nostre pensioni non fossero un sogno sempre meno vero, se i servizi essenziali come la sanità ed il diritto alle cure non fossero sempre più difficili e sempre più a nostro carico con sempre meno qualità, che necessità avremmo di risparmiare?

Non siamo abituati a piangerci addosso, ma nemmeno ad arrenderci senza “combattere” per i nostri diritti.

La soluzione dell’arbitrato, con la modalità caso per caso, è una soluzione che ci offende: non dobbiamo dimostrare a nessuno di meritare la restituzione dei nostri risparmi!

Non tralasciando né trascurando nessuna azione giudiziaria, riteniamo possibile, anzi doveroso, trovare soluzioni politiche e tecniche alternative che possano conciliare la legittima restituzione delle intere somme ai risparmiatori, con il rispetto dei paletti imposti dalle leggi comunitarie e nazionali.

Crediamo che fino ad oggi sia stato flebile l’impegno profuso in tale direzione e che non ci sia stata la volontà, da parte delle istituzioni e della politica tutta, di affrontare la questione nella sua interezza; ci si è accontentati di proporre un rimedio apparente, il classico palliativo inadeguato a risolvere il problema.

Nella consapevolezza della complessità tecnico giuridica della materia e nella ferma convinzione che tutti i risparmiatori debbano essere risarciti fino all’ultimo euro, riteniamo che una via d’uscita possa essere trovata.

Il Comitato di Pizzoli prospetta quindi le seguenti soluzioni:

1. Il Fondo di Solidarietà Risparmiatori deve garantire il rimborso TOTALE a tutti i risparmiatori non istituzionali.

I decreti attuativi che verranno emanati dal Ministero dovrebbero fissare solo criteri di priorità di rimborso, assicurando, nel limite di quanto stanziato, alle fasce più deboli di risparmiatori l’immediato ristoro delle somme investite;

La dotazione del Fondo nel futuro (a partire dal 2017 e per dieci anni) dovrà essere alimentata, a concorrenza dell’importo necessario, da versamenti annuali volontari a carico del sistema bancario: in tal modo non vi sarebbe nessun obbligo di legge, nessun aiuto di stato, nessuna somma a carico della collettività, ma solo un’azione di moral suasion della politica ed un atto di consapevolezza da parte del sistema bancario;

In tal modo il Governo, la Politica e il sistema Bancario nel suo insieme mostrerebbe di avere forza e soprattutto autorevolezza.

2. Naturalmente l’impegno ad effettuare i versamenti volontari dovrà essere formalizzato da un atto posto in essere dalle stesse banche, come è accaduto con il Protocollo d’intesa Abi siglato per dare la prima copertura al Fondo per indennizzare i risparmiatori. Le banche coinvolte poi, potranno anche scegliere di emettere immediatamente proprie obbligazioni con scadenza decennale, da far sottoscrivere gratuitamente ai risparmiatori danneggiati tramite una operazione di OPS in favore della clientela retail.

3. Il Fondo di solidarietà dovrebbe quindi, in termini rapidi, garantire immediatamente il rimborso TOTALE alle fasce più deboli nel limite degli stanziamenti e poi a tutti gli altri. Ma non tramite una soluzione caso per caso, ma con una restituzione “d’ufficio” pari al valore effettivamente perso (è un mero calcolo matematico).

4. Per la restante parte dei risparmiatori danneggiati, qualora non fosse sufficiente il fondo, è evidente che gli stessi dovranno essere comunque risarciti integralmente.

5. Ne deriva che, da parte della “nuova” Banca (Good Bank) o delle “nuove” Banche che la acquisiranno, potrebbe essere posta in essere, in contemporanea alla procedura di ristoro tramite il Fondo di solidarietà, una Offerta Pubblica di Scambio tramite l’emissione di proprie obbligazioni con scadenza decennale, in sostituzione gratuita delle vecchie obbligazioni Sub all’epoca sottoscritte dai risparmiatori oggi danneggiati; le obbligazioni che verranno emesse in sostituzione dovranno avere un valore pari a quello originariamente investito.

Per la copertura di tali emissioni è ipotizzabile che dalla “nuova” banca o dalle “nuove” banche siano utilizzate le eccedenze e o le plusvalenze derivanti dalla cessione dei crediti. Dai politici, in particolar modo dai politici locali, che ci rappresentano e che più dovrebbero essere vicini alle nostre istanze, abbiamo sentito solo parole generiche di vicinanza e solidarietà a cui però non sono ad oggi seguiti fatti concreti;

La solidarietà verbale non basta più. Ci piacerebbe che, chiunque abbia effettivamente a cuore la risoluzione delle vicenda, si pronunci pubblicamente per dichiarare quale è stato e soprattutto quale sarà l’impegno personale e concreto per assicurare la restituzione di TUTTI i nostri risparmi.

Il Comitato Pizzoli(AQ) Difesa dei Risparmiatori Banca Etruria