Auto: stereo con musica alta, multa per volume eccessivo

Auto: stereo con musica alta, multa per volume eccessivo

Gennaio 4, 2016 0 Di wp_9446713

Un’auto tira diritto con lo stereo “a palla”: i passanti possono limitarsi a commentare “Che maleducato!” ma la polizia o i vigili urbani hanno, invece, l’obbligo di elevare la multa. Una norma poco spesso applicata del codice della strada [1] stabilisce infatti che, nell’usare l’autoradio, il conducente non deve superare i limiti stabiliti dal regolamento di attuazione del codice stesso. Detto regolamento specifica [2] che la musica “non può superare 60 LAeq dB misurato a 10 cm dall’orecchio del guidatore con il microfono rivolto verso la sorgente e con il veicolo a portiere e finestrini chiusi, e, comunque, deve essere tale da non recare pregiudizio alla guida del veicolo”.

La finalità della disposizione in commento è quella di garantire al conducente la possibilità di sentire rumori esterni all’abitacolo, come clacson, sirene un’ambulanze o di forze dell’ordine, rumori provocato da eventuali incidenti stradali o anche lo stesso fischietto del poliziotto che intima l’arresto. Dunque, laddove la musica sia talmente alta da impedire di ascoltare i suoni esterni della strada, a finestrini chiusi, scatta la multa da 41 a 168 euro.

Come difendersi

In generale, quanto affermato dalla polizia nel verbale di violazione del codice della strada ha il carattere di atto pubblico e, quindi, è munito di ciò che viene detto “fede privilegiata”. In pratica, si tratta di una prova con un valore superiore rispetto alle altre, sicché tale constatazione può essere contestata solo attraverso un procedimento ulteriore rispetto al ricorso contro la multa stessa: la cosiddetta querela di falso. Ciò però vale solo tutte le volte in cui la constatazione dei verbalizzanti è frutto di una verifica oculare della realtà (per esempio, la mancata esposizione del ticket con il pagamento, nel caso di sosta sulle strisce blu, oppure il passaggio dell’incrocio a semaforo rosso). Invece, quando nel verbale sono contenute valutazioni personali fatte dal pubblico ufficiale, esse possono essere contrastate nello stesso ricorso al giudice di pace, senza bisogno della querela di falso [3]. È proprio il caso in esame: la valutazione dei rumori è soggetta al prudente apprezzamento del giudice. Al conducente, però, non basterà opporsi alla valutazione del vigile, ma dovrà anche fornire una – tutt’altro che facile – prova del contrario, ossia dell’adeguatezza del livello del volume.

[1] Art. 155 Cod. str.: Limitazioni dei rumori (cfr. comma n. 3)

1. Durante la circolazione si devono evitare rumori molesti causati sia dal modo di guidare i veicoli, specialmente se a motore, sia dal modo in cui è sistemato il carico e sia da altri atti connessi con la circolazione stessa.

2. Il dispositivo silenziatore, qualora prescritto, deve essere tenuto in buone condizioni di efficienza e non deve essere alterato.

3. Nell’usare apparecchi radiofonici o di riproduzione sonora a bordo dei veicoli non si devono superare i limiti sonori massimi di accettabilità fissati dal regolamento.

4. I dispositivi di allarme acustico antifurto installati sui veicoli devono limitare l’emissione sonora solo ai tempi massimi previsti dal regolamento e, in ogni caso, non devono superare i limiti massimi di esposizione al rumore fissati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1ø marzo 1991

5. Chiunque viola le disposizioni del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 41 a euro 168.

[2] Art. 350 Regolamento di attuazione del Codice della strada: Limiti sonori massimi

Il livello sonoro emesso da apparecchi radio o di riproduzione sonora a bordo dei veicoli di cui all’articolo 155, comma 3, del Codice, non puo’ superare nell’uso 60 LAeq dB (A) misurato a 10 cm dall’orecchio del guidatore con il microfono rivolto verso la sorgente e con il veicolo a portiere e finestrini chiusi, e, comunque, deve essere tale da non recare pregiudizio alla guida del veicolo.

L’emissione sonora dei dispositivi di cui all’articolo 155, comma 4, del Codice deve essere intervallata e non può superare in ogni caso la durata massima di tre minuti.

[3] Cass. sent. n. 15108 del 22.06.2010.

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