Voucher baby sitter 2016? Novità e proroga Legge di Stabilità

Voucher baby sitter 2016? Novità e proroga Legge di Stabilità

Dicembre 22, 2015 0 Di wp_9446713

Voucher baby sitter e asilo nido agevolazione di 600€ che spetta alle mamme che tornano a lavoro dopo maternità novità proroga nella Legge di Stabilità

La notizia della possibile proroga dell’agevolazione fiscale per le mamme che tornano al lavoro dopo il periodo di maternità, era stata proposta dalle relatrici alla legge di stabilità con un emendamento per rifinanziare anche nel 2016 il voucher per la baby sitter e per l’asilo nido. L’emendamento, è stato approvato, per cui, la neomamma potrà continuare ad usufruire negli 11 mesi successivi al rientro dopo la maternità, al posto del congedo, di un assegno pari a 600 euro al mese per 6 mesi, per pagare le spese di una baby sitter o di un asilo nido.

Vediamo cosa sono e come funzionano i voucher baby sitter e asilo nido, i requisiti e le condizioni per richiederli, la durata e come presentare la domanda INPS e le ultime novità introdotte con la Nuova Manovra.

Proroga voucher baby sitter 2016:

Si, come dicevamo all’inzio dell’articolo, è stata chiesta dalle ralatrici alla Legge di Stabilità 2016 la proroga voucher baby sitter 2016 e asilo nido, quale importante contributo all’occupazione femminile in Italia e sostegno ai servizi di prima infanzia già molto carenti nel nostro Paese e soprattutto nel centro sud.

  • Lavoratrici dipendenti pubbliche e private;
  • Lavoratrici iscritte alla gestione separata INPS;
  • Libere professioniste non iscritte ad altra forma previdenziale obbligatoria e non siano pensionate.
  • Dal 2016: anche alle lavoratrici autonome non parasubordinate (non iscritte alla gestione separata INPS) e alle imprenditrici. Per queste figure, il periodo fruibile dei voucher è ridotto della metà, per cui per 3 mesi per un totale do 1800 euro.

Per tutte, la condizione per fruire dell’agevolazione è presentare la domanda voucher negli 11 mesi successivi alla conclusione del periodo di congedo obbligatorio di maternità, e il non aver concluso tutto il periodo di congedo parentale.

In caso di più figli, è possibile presentare una domanda per ciascun figlio purché la mamma lavoratrice rientri nelle condizioni sopra descritte e possieda i requisiti di accesso al beneficio.

Sono escluse le seguenti categorie di mamme lavoratrici:

  • Lavoratrici esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l’infanzia o dei servizi privati convenzionati;
  • Lavoratrici che usufruiscono dei benefici del Fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità istituito.

 

Durata e importo:

I voucher baby sitting e asilo nido come abbiamo detto nel paragrafo precedente consistono in un contributo economico che lo Stato riconosce alle mamme che dopo la maternità tornano a lavoro entro i successivi 11 mesi senza aver terminato o iniziato il periodo di congedo parentale. Le mamme che optano per questa agevolazione, devono presentare apposito modulo di domanda all’INPS e scegliere il tipo di contributo che vogliono utilizzare:

1) contributo per pagare le spese della retta dell’asilo nido pubblico o privato, oppure:

2) voucher per l’acquisto di servizi di baby sitter.

L’importo del contributo asilo nido e voucher baby sitter è di 600,00 euro al mese (300 euro per le lavoratrici autonome non subordinate) ed è erogato per un periodo massimo di 6 mesi che scendono a 3 se la la mamma è iscritta alla gestione separata o autonoma non subordinata. Tale periodo, può essere anche divisibile in frazioni mensili o fruibili per l’intero mese, ma comunque sempre in alternativa a quello del congedo parentale al quale la mamma lavoratrice deve farne espressa rinuncia. Per ogni mese che la mamma rinuncia la congedo parentale spettano quindi 600 euro.

La stessa agevolazione è riconosciuta anche alle mamme lavoratrici part time, ma in misura riproporzionata all’orario ridotto da contratto.

Voucher baby sitting come funzionano?

I voucher baby sitting sono erogati dall’INPS sotto forma di buoni lavoro dal valore di 600 euro al mese per un massimo di 6 mesi, 3 per le mamme iscritte alla gestione separata. Per cui per ogni mese di congedo parentale non fruito, alla lavoratrice spettano buoni da 600 euro da utilizzare per pagare i servizi di baby sitting.

Tali buoni, devono essere ritirati dalla mamma lavoratrice presso la sede provinciale INPS competente per territorio in base alla sua residenza o domicilio dichiarati al momento della presentazione della domanda indicante il codice fiscale del bambino. La madre può comunque decidere se ritirare interamente i voucher che le spettano, oppure, scegliere di ritirarli in parte o a cadenza mensile. Il ritiro voucher baby sitting deve avvenire non oltre la scadenza, che è entro 120 giorni dalla ricezione della comunicazione di accoglimento della domanda presentata per via telematica.

Se i buoni INPS non vengono ritirati o ritirati anche solo parzialmente, il beneficio decade interamente o per la sola parte di voucher non ritirata dalla mamma lavoratrice ammessa all’agevolazione con il conseguente ripristino della possibilità di utilizzare il periodo residuale del congedo parentale.

La madre lavoratrice per spendere i buoni lavoro INPS 2016 deve utilizzarli entro la loro scadenza e solo dopo aver inviato la comunicazione preventiva di inizio prestazione all’INPS indicando il codice fiscale dell’utilizzatore, il luogo in cui si svolge la prestazione e la data presunta di inizio e fine dell’attività lavorativa.

Voucher asilo nido cosa sono?

Il contributo economico di 600 euro al mese per 6 mesi per pagare la retta dell’asilo nido pubblico o privato, viene erogato alla mamma che presenta specifica domanda e possiede i requisiti di accesso al beneficio, mediante il pagamento diretto della struttura scolastica scelta dalla madre dall’elenco pubblicato sul sito dell’INPS, previo rilascio da parte dell’asilo della documentazione attestante la frequenza del bambino alla struttura stessa, fino alla concorrenza dell’importo di 600 euro per ogni mese di congedo parentale non fruito dalla lavoratrice.

Prima dell’invio della domanda del contributo economico, verificare prima quali sono gli asili nido ammessi al beneficio: elenco asilo nido INPS.

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