Ganasce fiscali con rateazione Equitalia

Ganasce fiscali con rateazione Equitalia

Dicembre 2, 2015 0 Di wp_9446713

Ganasce fiscali fino al saldo del debito Equitalia, anche con rateazione della cartella: la riforma della riscossione cambia le regole su pignoramenti e fermo auto, la circolare operativa.

Equitalia è tenuta a notificare al contribuente la cartella esattoriale entro due anni da quando le è stato consegnato il ruolo da parte dell’ente titolare del tributo (la data può essere letta nel dettaglio della cartella esattoriale stessa). È ciò che viene detto termine di decadenza.

Per esempio: se il Comune iscrive a ruolo il bollo auto relativo al 2010 nel 2011 ed Equitalia, nel 2015 non ha ancora inviato la cartella esattoriale, essa è decaduta dal termine e non potrà più notificarla (o, se notificata, la cartella sarà nulla).

Il bollo auto può essere preteso da Equitalia per massimo 3 anni che iniziano a decorrere dall’anno successivo a quello in cui il tributo scade. Se Equitalia dovesse effettuare un pignoramento o un fermo auto dopo tale termine, l’importo non sarebbe dovuto perché prescritto e il pignoramento nullo.

 Per esempio: se a dicembre 2015 scade il bollo auto e il termine di pagamento è gennaio 2016, i tre anni iniziano a partire dal 2017 e, quindi, l’imposta non è dovuta a partire dal 2020.

Il termine di prescrizione dei 3 anni può essere interrotto e decorrere nuovamente da capo se, prima della sua scadenza, Equitalia notifica un sollecito di pagamento. Tuttavia molti di questi solleciti, benché indicati nella cartella, non sono mai stati ricevuti dai contribuenti. Se così fosse, la cartella sarebbe prescritta e nulla dovuto.

Per accertarsi che il sollecito sia stato effettivamente spedito, il contribuente può fare istanza di accesso agli atti amministrativi, presentandola allo sportello di Equitalia e chiedendo di poter visionare le ricevute in originale della raccomandata di consegna del sollecito. Equitalia deve rispondere entro 30 giorni. L’eventuale silenzio è impugnabile davanti al TAR.

Il sollecito di pagamento intervenuto oltre 3 anni dopo la cartella di Equitalia non interrompe la prescrizione e, pertanto, nulla è dovuto.

Il ricorso

Se al contribuente risulta prescritto il pagamento e che nessun sollecito è mai stato effettivamente spedito, può fare ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, entro 60 giorni dalla notifica della cartella, assistito da un avvocato o un commercialista.

In caso di debiti Equitalia, l’opzione di pagamento a rate delle cartelle esattoriali non evita fermi ed ipoteche già in essere, pur bloccando l’avvio di nuove misure cautelari. In molti sono caduti nell’errore di chiedere la rateazione delle cartelle di Equitalia per ottenere lo sblocco di ganasce fiscali come il blocco dell’auto: tuttavia, nonostante l’accoglimento dell’istanza di pagamento dilazionato presentata dal contribuente, le ganasce in essere non sono state eliminate.

=> Equitalia e accertamento esecutivo: nuovi termini di riscossione

Le ganasce fiscali permangono fino al pagamento dell’ultima rata, così come disposto dal decreto legislativo n. 159/2015 di riforma della riscossione esattoriale. A richiamarne i principi è stata la circolare n. 98/2015 inviate da Equitalia a tutte le strutture operative.

La richiesta di rateazione non blocca neanche le azioni esecutive dell’eventuale bene espropriato e già venduto all’asta. Stesso discorso per i casi in cui il creditore abbia presentato istanza di assegnazione, nelle ipotesi in cui l’incanto non sia andato a buon fine. L’accoglimento della richiesta di rateazione non blocca neanche il pignoramentopresso terzi di stipendi, conti correnti, pensioni, crediti di clienti e così via, nel caso in cui il terzo abbia già reso dichiarazione positiva di essere debitore nei confronti del soggetto iscritto a ruolo.

In tutti gli altri casi l’accoglimento dell’istanza di pagamento dilazionato presentata dal contribuente ferma le ganasce fiscali, purché il contribuente versi la prima rata.

=> Il pignoramento Equitalia è nullo se sproporzionato

Ricordiamo infine un’importante differenza tra fermo auto e pignoramento di un’immobile:

  • nel primo caso l’auto risulta inutilizzabile e la vettura rischia di perdere praticamente tutto il valore di mercato alla fine del piano di rateazione (da 6 a 10 anni), oltre a rischiare l’usura per inattività;
  • mentre gli immobili possono essere utilizzati nonostante l’ipoteca e addirittura possono essere venduti, seppur perdendo valore di mercato perché l’ipoteca segue il nuovo proprietario.
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