Tari sui mq e non sui vani: ricorso e autotutela per errore nel calcolo

Tari sui mq e non sui vani: ricorso e autotutela per errore nel calcolo

Novembre 12, 2015 0 Di wp_9446713

La Tari non sarà più calcolata sui vani (o sui mq dichiarati dal contribuente) ma sui mq risultanti al catasto (calpestabili o accatastati? ancora non è chiaro come  cosa si intende per superficie catastale?):

come fare ricorso in caso di errore

E’ stata rimandata ancora la nuova riforma del Catasto. Il ministro dell’Economia in merito ha dichiarato: “La questione del catasto non è stata accantonata, rimane dell’agenda di governo.

Non è stato possibile introdurla nell’ambito del processo normale della delega fiscale ma sarà all’ordine del giorno”.

Ma si fa un passo avanti verso le prossime novità a partire dalla Tari. Il catasto, infatti, mostrerà nelle visure i dati relativi alla superficie degli immobili espressi in metri quadrati e non in vani catastali come fatto finora per tutte le tipologie immobiliari accatastate nella categoria A, e quindi le residenze e gli uffici. Il nuovo documento dell’Agenzia delle Entrate interesserà 57 milioni di immobili.

Una delle immediate conseguenze di questa decisione toccherà la Tari sui rifiuti che oggi si paga partendo dai metri quadrati. Attualmente, infatti, il contribuente autocertifica la superficie dell’immobile, l’amministrazione comunale verifica la coerenza tra quanto dichiarato e quanto appare in catasto, e definisce la quota di pagamento dell’imposta sui rifiuti.

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, ha pubblicato il sito per calcolare i metri quadri delle abitazioni: i professionisti, infatti, potranno accedere alle nuove visure catastali tramite il portale Sister, mentre i privati potranno farlo attraverso Fisconline. La novità riguarda le unità immobiliari urbane a destinazione ordinaria che siano dotate di planimetria e iscritte ai gruppi A (abitazioni e uffici), B (uffici uffici, scuole, ospedali) e C (box auto, magazzini, negozi).

Dunque, oltre ai dati identificativi dell’immobile (sezione urbana, foglio, particella, subalterno, Comune) e ai dati di classamento (zona censuaria ed eventuale microzona, categoria catastale, classe, consistenza, rendita), da oggi sarà riportata direttamente in visura anche la superficie catastale.

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Se la riforma del catasto sembra in stallo, le uniche novità sulle visure catastali riguardano pagamento e calcolo della Tari. La tariffa sui rifiuti 2016 infatti non si calcolerà più in base ai vani ma in misura proporzionale ai mq. Questo metodo di calcolo serve ad evitare situazioni paradossali per cui due immobili di diverse dimensioni ma suddivisi nello stesso modo pagavano lo stesso importo Tari.

Tari sui mq: ecco cosa cambia per le tariffe

Una novità quindi accolta con positività, laddove il Comune non disponeva di un collegamento diretto al Catasto per rapportare i vani ai mq e rendere più eque le tariffe Tari. Qualche perplessità però resta, soprattutto in merito al rischio di errori anche grossolani.

Aliquote Tari e scadenze città per città

Sul punto Confabitare ha spiegato: “il punto non è se la superficie nella visura è in vani o metri quadri, ma piuttosto se il Comune calcola la Tari sulla superficie reale, cioè calpestabile, come chiediamo, o su quella accatastata”. Nel secondo caso infatti si apre la strada ai ricorsi che l’associazione appoggia. Dello stesso avviso anche il presidente di Ape Confedilizia Elisabetta Brunelli Monzani che ha osservato: “condividiamo la modifica nella misura in cui permette ai proprietari di sapere più facilmente qual è la reale grandezza delle loro case, senza dimenticare che sulla nuova attribuzione delle rendite il cittadino potrà sempre procedere in autotutela”.

Tari sui mq e non sui vani: ricorso e autotutela per errore nel calcolo