Le 100 tasse degli Italiani

Le 100 tasse degli Italiani

Novembre 11, 2015 0 Di wp_9446713

L’analisi della CGIA Mestre sulle tasse che ogni anno pagano contribuenti ed imprese, catalogate anche in base a curiosi parametri.

Sono circa 100 le tasse che ogni anno devono essere versate dagli italiani, secondo l’elaborazione dell’Ufficio studi della CGIA, tra addizionali, accise, imposte, sovraimposte, tributi, ritenute e così via. Dalla fotografia scattata dalla CGIA emerge un sistema tributario decisamente frammentato: 100 tasse per altrettante scadenze fiscali che ogni anno devono essere ricordate dai contribuenti per un totale di 486,6 miliardi di euro di gettito (dato 2014). In realtà però l’86% delle entrate del Fisco arrivano da10 imposte (10%), che da sole garantiscono 417,7 miliardi di euro.

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Nella classifica generale delle tasse che gravano maggiormente sugli italiani troviamo saldamente in cima IRPEF ed IVA, che insieme rappresentano il 53,1% del gettito:

  • 161 miliardi di euro (33,2% del gettito, ovvero un terzo del totale) arrivano dall’ Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF);
  • 97 miliardi di euro (19,9% del gettito) dall’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA).
  • l’IRPEF è l’imposta più elevata;
  • l’IVA quella che viene pagata tutti i giorni;
  • l’IRES la più pagata dalle società;
  • l’IRAP la più odiata dalle imprese;
  • quella applicata dalle regioni sulle emissioni sonore degli aeromobili è la più singolare;
  • l’imposta sostitutiva imprenditori e lavoratori autonomi regime di vantaggio e regime forfetario agevolato, la più lunga come dicitura;
  • il bollo auto la più corta come dicitura (acronimi esclusi);
  • la TASI è l’ultima grande imposta introdotta;
  • IMU-TASI sono le più odiate dalle famiglie;
  • le più stravaganti: le imposte sugli spiriti (distillazione alcolici), quelle sui gas incondensabili e sulle riserve matematiche di assicurazione (tasse su accantonamenti obbligatori delle assicurazioni). La tassa annuale sulla numerazione e bollatura di libri e registri contabili e, infine, tutte le sovraimposte di confine applicate dalla dogana (sugli spiriti, sui fiammiferi, sui sacchetti di plastica non biodegradabili).

=> Tasse imprese: le più colpite dal Fisco

Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi CGIA, fa inoltre notare:

«Nel 2015 ciascun italiano pagherà mediamente 8 mila euro di imposte e tasse, importo che sale a quasi 12 mila euro considerando anche i contributi previdenziali. E la serie storica indica che negli ultimi 20 anni le entrate tributarie pro-capite sono aumentate di 76 punti percentuali, molto di più rispetto all’inflazione che, invece, è salita del 47%».

In più la CGIA sottolinea come la pressione tributaria (imposte, tasse e tributi sul PIL) in Italia sia pari al 30,1%: la terza più elevata dell’Area Euro dopo Finlandia e Belgio, superiore di sette punti percentuali rispetto a quella tedesca (22,9%):

«Si tratta – prosegue Zabeo – di un podio ancora più negativo se si considera l’altra faccia della medaglia, ovvero il livello dei servizi che nel nostro Paese deve migliorare moltissimo. Il percorso assunto dal Governo e volto alla riduzione della pressione tributaria è necessario e apprezzabile ma dovrà procedere in parallelo con il miglioramento del livello dei servizi e della loro qualità. In altre parole meno tasse e più servizi: solo così il paese potrà agganciare la ripresa e crescere su tassi in linea con quelli dell’Area Euro che, secondo le ultime previsioni della Commissione Europea, viaggerà ad un ritmo nettamente superiore a quello dell’Italia».