Lavoro agile, arriva la legge:  rivoluzione per aziende e dipendenti

Lavoro agile, arriva la legge: rivoluzione per aziende e dipendenti

Ottobre 19, 2015 0 Di wp_9446713

Una legge per favorire la diffusione del lavoro agile? È già pronta. Le nuove norme saranno portate in parlamento entro il mese di novembre.

Il tutto attraverso un disegno di legge promosso dal governo che conterrà, insieme con le norme sullo smartwork, anche le novità per i lavoratori autonomi.

In realtà il lavoro agile esiste già. Questo post per esempio, è stato scritto sugli spalti di un campo di calcio mentre i figli partecipano alla partita del sabato pomeriggio. Basti pensare poi alle iniziative per promuovere il lavoro agile prima a Milano e di recente a Brescia. E ai progetti di aziende come Abb, Intesa Sanpaolo, Sanofi, Microsoft, Vodafone, Siemens per ricordarne solo alcune in settori diversi. Che bisogno c’è allora di una legge? A spiegare lo spirito del provvedimento è Maurizio Del Conte, consigliere giuridico di palazzo Chigi. «Il lavoro subordinato cambia pelle e le imprese più innovative stanno già sperimentando lo smartwork ma l’assenza di un quadro normativo di riferimento ne ha finora frenato la diffusione – constata Del Conte -. Con questo nuovo pezzo di Jobs Act si colma un vuoto e si creano le premesse per una organizzazione del lavoro più moderna che offre più libertà di nella gestione dei tempi di vita e di lavoro».

Ma andiamo al concreto del provvedimento. Primo: bisogna intendersi su quello che si considera smartwork. Il lavoro agile ha poco a che fare con il vecchio telelavoro. Il punto non è se si lavori da casa, dall’azienda o da qualunque altro posto. Il punto e’ che ciascun dipendente viene valutato per i risultati che porta. Indipendentemente da quanto e da dove lavora.

I vantaggi dello smartwork sono sostanzialmente due: aumento della produttività e più facile conciliazione degli impegni di lavoro con quelli familiari.

Le nuove norme prima di tutto scioglieranno il nodo legato all’assicurazione dei dipendenti. A oggi molte aziende che sceglievano lo smartwork dovevano stipulare assicurazioni integrative. Le nuove regole – partendo dal presupposto che il rischio a casa non è maggiore di quello al lavoro – faranno si che ciò non avvenga e non ci siano maggiori oneri economici o burocratici per le aziende che puntano sullo smartwork. Inoltre si stabilisce che il trattamento economico e normativo del lavoro agile debba essere pari a quello svolto in azienda. Inoltre si fissa in 30 giorni l’anticipo da dare per tornare alle modalità di lavoro «normale» (questo sia per l’azienda che per il lavoratore).

Una volta messi questi «paletti» di base, molto margine d’azione resterà alla contrattazione collettiva e aziendale. Lo smartwork sarà usato più a vantaggio dell’azienda per ridurre i costi e aumentare la produttività o più a vantaggio dei dipendenti per aumentare le occasioni di conciliazione? Ogni contesto lavorativo dovrà trovare il proprio equilibrio. Certo è che il potenziale innovativo di questa modalità organizzativa è rivoluzionario. Di fatto i dipendenti si troveranno a lavorare con le stesse modalità di un libero professionista. E le aziende a cambiare alla radice i loro criteri di valutazione.

Ad avere capito in anticipo le opportunità legate allo smartwork è stataAlessia Mosca, oggi europarlamentare del pd, che già nel 2013 aveva presentato una proposta di legge insieme con Irene Tinagli e Barbara Saltamartini. «È importante che il concetto di smartwork trovi finalmente posto in un testo normativo. Da qui si può continuare a costruire. Ma senza questo passaggio era difficile fare spazio a cambiamenti di ampie proporzioni. In Europa il lavoro agile è già una realtà in molti Paesi. Sono contenta che anche in Italia dopo il privato si siano mosse anche le istituzioni».

Da novembre la palla passa al Parlamento. L’obiettivo del governo è ambizioso: approvare la legge entro i primi mesi dell’anno. Al momento non si parla di risorse per incentivare questa modalità di lavoro nel contesto della contrattazione di produttività. Anche se sarebbe questa la vera via per dare impulso al lavoro agile. Resta poi da vedere come coglierà l’opportunità la pubblica amministrazione. La riforma del pubblico impiego parla della possibilità di svolgere da casa una quota di lavoro. Ora si tratta di far sì che i provvedimenti non restino lettera morta.

http://27esimaora.corriere.it/articolo/lavoro-agile-arriva-la-legge-rivoluzione-per-aziende-e-dipendenti/