Caldaie e riscaldamento. Nuove regole. Cosa cambia per le famiglie

Caldaie e riscaldamento. Nuove regole. Cosa cambia per le famiglie

Settembre 29, 2015 0 Di wp_9446713

Le vecchie caldaie sono fuorilegge. Sono infatti entrati in vigore i nuovi obblighi emanati dall’Unione Europea per i produttori di energia, a partire dal divieto di fabbricare apparecchi non a condensazione.

Le norme recepiscono due direttive europee: l’Erp (Energy Related Products, anche nota come Ecodesign, 2009/125/Ce) ed Eld (Energy labeling directive, il regolamento sull’etichettatura energetica, 2010/30/Ue). La prima (Erp) fissa requisiti più stringenti per l’efficienza energetica e un tetto massimo alle emissioni di CO2. La seconda (Eld) impone l’obbligo di etichettare i prodotti secondo una scala energetica decrescente che va da A+++ a G. Entrambi gli interventi rientrano nel Piano Ue 20-20-20: riduzione delle emissioni di CO2 del 20%, aumento dell’efficienza energetica del 20% e incremento dell’utilizzo di energie rinnovabili del 20%

CHI RIGUARDA
Le novità riguardano gli apparecchi per il riscaldamento come caldaie, pompe di calore e co-generatori e gli apparecchi per la produzione di acqua calda sanitaria (Acs) come scaldabagni, pompe di calore e accumulatori di acqua.
I nuovi requisiti di potenza sono fino a 400 kW nel caso della progettazione eco-compatibile (Erp) e 70 kW per l’etichettatura (Eld). Se si parla di accumulatori di acqua calda, il tetto è fissato rispettivamente a 2mila e 500 litri.
COSA CAMBIA PER LE FAMIGLIE
La bella notizia è che per il consumatore finale, per ora non cambia nulla.
Per ora. I cittadini infatti non sono obbligati né ad acquistare un nuovo apparecchio né a sostituire quello già installato. La norma non è retroattiva e impatta la produzione, non il cliente. Che resta libero di utilizzare la sua caldaia, anche se ovviamente ci sono dei vantaggi con i nuovi modelli.
La convenienza è dettata da riduzione di consumi e agevolazioni di consumi, binomio che permette di ammortizzare l’investimento nell’arco di quattro o cinque anni .
QUANTO SI RISPARMIA
Con l’istallazione di una caldaia a condensazione si stima un taglio annuo dei consumi pari al 30%. Bisogna tenere conto, però, di una spesa iniziale che si aggira su standard superiori ai vecchi apparecchi: il prezzo medio oscilla tra meno di 1000 e più i 1.400-1.500 euro, con picchi maggiori per i prodotti più sofisticati. Senza contare spese di installazione e manutenzione obbligatoria.
Ma ci sono delle agevolazioni: chi acquista una caldaia a condensazione può godere della detrazione del 65% su Irpef e Ires (interventi di «riqualificazione energetica degli ambienti esistenti») o del 50% sul solo Irpef in caso «ristrutturazioni edilizie e interventi finalizzati al risparmio energetico in immobili residenziali esistenti».
Il bonus dovrebbe scadere il 31 dicembre 2015, ma sta prendendo piede l’ipotesi di una proroga.

http://www.finanzautile.org/caldaie-e-riscaldamento-nuove-regole-cosa-cambia-per-le-famiglie20150928.htm