Diete dimagranti: quali scegliere e quali evitare

Diete dimagranti: quali scegliere e quali evitare

Agosto 28, 2015 0 Di wp_9446713

Iperproteiche o a blocchi? Sono spesso costose, non semplici da capire e da seguire, oltre che inutili e pericolose per la salute. Sotto la lente sono finite le più famose diete, indiscusse protagoniste di libri e riviste. Le abbiamo analizzate per valutarne pro e contro: ti sveliamo le 7 che è bene evitare.

REGIMI ALIMENTARI A CONFRONTO

I buoni propositi per dimagrire non mancano mai. Già, ma da dove partire? Prima di tutto è bene sapere se davvero è necessario perdere qualche chilo o se il proprio peso e le calorie che si assumono ogni giorno sono tutto sommato adatti alla propria statura e al proprio stile di vita. Per scoprirlo può essere utile calcolare il proprio indice di massa corporea (IMC) e capire una volta per tutte se si è in forma oppure no.

Una volta appurato che perdere qualche chilo può essere utile per sentirsi meglio, è importante scegliere la dieta giusta e il regime alimentare corretto. Questa guida può dunque esserti ultile a scegliere quella più adatta a te e soprattutto a evitare quelle pericolose, inutili o costose, anche se spesso molto pubblicizzate e diffuse. Giusto per entrare subito nel merito, ecco quali sono le 7 diete che, per il bene della tua salute, è bene evitare.

Dieta Valutazione Perché
Atkins Pessima Stile alimentare difficile da trasformare in alimentazione sana ed equilibrata
Dieta del gruppo sanguigno Pessima Si rischia di andare incontro a carenze nutrizionali
Dukan Pessima Abitudini nutrizionali scorrette che possono comportare rischi per la salute
Fast Pessima Sostiene, senza nessuna conferma, di migliorare la salute con il semidigiuno
Paleodieta Pessima Costosa, a lungo termine può comportare rischi per la salute
Lemme Pessima E’ una low-carb ipocalorica
South Beach Pessima Promuove abitudini nutrizionali scorrette, a discapito della salute

Le altre diete sotto la lente

Da quelle iperproteiche a quelle troppo costose: la nostra classifica.

Dieta V Perché
Carb Lover’s Buona Con questo regime non dovrebbero insorgere carenze alimentari
Dieta dell’indice glicemico Accettabile Promuove alimenti integrali e sconsiglia quelli contenenti carboidrati raffinati  (bevande zuccherate, farine bianche…)
Dieta secondo il metodo Montignac Accettabile Favorisce il consumo di fibre e limita i cibi raffinati e ricchi di grassi saturi
Welcome Weight Accettabile Classificazione dei cibi non chiara, si rischia un’alimentazione sbagliata
Acido-base Mediocre Limita notevolmente la varietà degli alimenti
Dieta dei geni Mediocre Non è dimostrato che chi possiede varianti nei geni necessita di una particolare dieta
Dimagrire senza fatica Mediocre Vengono esaltate proprietà particolari dei cibi che non trovano riscontro scientifico
Metodo Naturhouse Mediocre Costosa, bisogna assumere sostituti del pasto e composti fitoterapici a marchio
Pesoforma Mediocre I prodotti a marchio Pesoforma sono ricchi di ingredienti non salutari
Scarsdale Mediocre Escludendo alcuni alimenti, si rischia di incappare in carenze nutrizionali
Supermetabolismo Mediocre  Alto rischio di effetto yo-yo
Sukkar Mediocre Porzioni e frequenze di consumo completamente sbilanciate
Tisanoreica Mediocre Costosa, legata all’assunzione di prodotti ricchi di conservanti e coloranti
Zona Mediocre Ogni pasto è composto secondo precisi calcoli, difficile da applicare

DIETA CARB LOVER’S
Dieta basata sull’importanza dell’amido resistente (cioè che non viene digerito) per il dimagrimento, grazie al suo effetto di aumento del senso di sazietà e di riduzione dell’assorbimento di zuccheri e grassi. La prima fase, detta “urto” (di 7 giorni) prevede un regime alimentare da 1200 kcal giornaliere in cui i pasti consigliati possono essere combinati a piacimento. Ogni pasto è composto per un quarto da alimenti ricchi di amido resistente (CarbStar) e il resto del pasto può prevedere carne, pesce, uova o latticini magri, frutta e verdura, e grassi buoni come olio extravergine d’oliva o frutta secca. La perdita di peso auspicabile un questa settimana è di 2 kg o poco più. La seconda fase, detta “di assestamento” (di 21 giorni) prevede l’aumento delle porzioni. Sono sempre presenti dei menu tipo da combinare a piacere e la perdita di peso auspicabile è di 1 kg alla settimana.

Valutazione: buona
Analizzando i pasti suggeriti dal programma dietetico si nota una buona ripartizione calorica dei macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi), una buona presenza di proteine vegetali e un buon apporto di grassi essenziali dati dalla frutta secca, olio extravergine d’oliva e pesce. Permettendo di variare spesso le scelte non si può dire che ci siano rischi di carenze di micronutrienti (vitamine e minerali). La perdita di peso più lenta, se confrontata con altri programmi, unita alla possibilità di consumare tutti i gruppi alimentari, fa pensare a un mantenimento nel tempo più efficace. L’unico elemento che può scoraggiare nelle prime fasi è la necessità di dover pesare le porzioni.

Non dovrebbero insorgere carenze alimentari
Ritiene fondamentale l’esercizio fisico
È necessaria molta determinazione per completare il programma di dimagrimento

DIETA INDICE GLICEMICO
Il concetto di indice glicemico (IG) è stato elaborato negli anni ’70 da Crapo, un ricercatore californiano dell’Università di Stanford, e messo a punto dal dr. David Jenkins nel 1981. L’IG misura la capacità di un determinato alimento contenente carboidrati di alzare i livelli di glucosio nel sangue (glicemia) una volta digerito. La scala degli indici glicemici è stata costruita ponendo il glucosio puro come standard di riferimento, a cui è stato arbitrariamente assegnato il valore 100 (100% dell’assorbimento intestinale). Gli IG vengono generalmente classificati in 3 categorie: bassi (IG<35), medi (35<IG<50) e alti (IG>50). Un IG alto provocherà una risposta glicemica alta, mentre un IG basso provocherà una risposta glicemica bassa. Chi consuma alimenti con IG medio-basso potrà perdere i chili in eccesso.

Valutazione: accettabile
Esistono diversi studi a supporto dei benefici di una dieta a basso indice glicemico. Il consumo di alimenti a basso indice glicemico sembra infatti avere un ruolo nella prevenzione di patologie come diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, obesità, tumore del colon e carcinoma mammario.Tuttavia gli studi sono ancora in corso e non sono quindi arrivati a conclusioni definitive. In particolare non esiste un’unica lista di indici glicemici validata dalla comunità scientifica.
La difficoltà del calcolo dell’indice glicemico risiede anche nel fatto che può essere influenzato da numerosissimi fattori, tra cui il tipo di amido, la modalità’ di cottura, il tipo di lavorazione e raffinazione, il contenuto, la presenza nello stesso pasto di altri nutrienti (es. grassi, proteine). Positiva la promozione del consumo di alimenti integrali. Spesso nelle tabelle sono inclusi anche alimenti come carne, formaggi e salumi che hanno un IG pari a 0, ma solo perché non contengono carboidrati: attenzione quindi a non considerarlo come un incentivo al consumo.

Promuove il consumo di alimenti integrali
Sconsiglia gli alimenti contenenti carboidrati raffinati
Non esiste un’unica lista di indici glicemici validata dalla comunità scientifica

DIETA SECONDO IL METODO MONTIGNAC
Il metodo messo a punto da Montignac non è una vera e propria dieta dimagrante, anche se in caso di sovrappeso e obesità può contribuire alla perdita dei chili in eccesso, ma sono indicazioni di alcune corrette abitudini che possono essere seguite per tutta la vita. Si basa sul concetto di indice glicemico (IG), valore che indica la velocità di innalzamento della glicemia, in seguito all’assunzione di un alimento. Promuove il consumo di cibi ad alto tenore di fibra (riso e pasta integrali, legumi, verdure), quindi a basso IG, e limita il consumo di alimenti contenenti zuccheri semplici ad alto IG (bibite zuccherate, pane bianco, mais). Non vengono posti limiti nella quantità di cibo.
Sono previste due fasi: una di dimagrimento e l’altra di stabilizzazione e prevenzione.

Valutazione: buona
Nel complesso da buone indicazioni nutrizionali (fibra, grassi) e indica la dieta medirreranea come la migliore. Potendo assumere porzioni “illimitate” degli alimenti permessi non vi è alcuna garanzia che l’introito calorico sia quello corretto, quindi potrebbe risultare inefficace per soggetti abituati ad abbuffarsi. Montignac fornisce una tabella che riporta l’IG di tutti gli alimenti, purtroppo però non esiste una tabella ufficiale dell’indice glicemico degli alimenti condiviso da tutto il mondo scentifico a cui far riferimento.

Promuove il consumo di cibi ad alto tenore di fibra
Limita il consumo di alimenti contenenti zuccheri semplici e grassi saturi
Manca una lista di indici glicemici ufficiale

DIETA WELCOME WEIGHT
Per parlare di questa dieta è necessario un riferimento alla dieta Weight Watchers, nata negli anni 60 e caratterizzata da un regime a punti, dove ad ogni alimento viene assegnato un punteggio calcolato in base alle calorie, al contenuto di grassi e, in alcuni casi, al contenuto di fibre. Il range dei punti giornalieri dipende dal peso e dal sesso, e man mano che si perde peso i punti aumentano gradualmente. L’attività fisica permette di guadagnare qualche punto, ed è inoltre possibile “risparmiare” alcuni punti per concedersi un pasto più “ricco” alla settimana. Pilastro di questa dieta è il supporto di gruppo, ovvero riunioni dove potersi scambiare consigli, opinioni e difficoltà e dove è possibile ricevere un supporto nutrizionale. In Italia questo regime è scomparso, successivamente sostituito dalla dieta Welcome Weight, che mantiene gli incontri di gruppo ma cambia leggermente il conteggio degli alimenti da poter consumare, classificandoli in frutta [Fr], verdura [Ve], carboidrati[Ca], proteine [Pt], grassi [Gr] e latticini [La]. Ogni elemento di questa classificazione ha un numero massimo di porzioni da poter consumare, identificate con delle caselline presenti su un diario alimentare apposito. Ogni qualvolta si consuma un pasto, è necessario barrare tutte le varie caselle dei differenti alimenti o nutrienti che sono stati assunti.

Valutazione: accettabile
La prima critica è rivolta alla piramide alimentare utilizzata, in quanto gli alimenti vengono suddivisi un po’ per nutrienti e un po’ per gruppo alimentare, rischiando di creare confusione e non educare adeguatamente le persone in questo ambito. Nei menù tipo, per ogni alimento o preparazione, viene indicata la quantità e la tipologia di “caselle” contenute, senza però differenziare la qualità delle diverse caselle (ad esempio dei carboidrati o dei grassi). Quindi, ad esempio una pasta bianca o del farro integrale hanno lo stesso valore. Nelle ricette consigliate questo metodo a caselle non è molto chiaro, ad esempio si indica che una ricetta contiene due “caselle” di verdure quando in realtà ne sono presenti ben poche nella ricetta.

Si possono consumare tutti i gruppi alimentari
L’attività fisica è fortemente consigliata
Gli alimenti sono classificati in maniera poco chiara

DIETA ACIDO-BASE
Messa a punto recentemente dal dr. Robert Young, un microbiologo-naturopata-nutrizionista americano, lo scopo di questa dieta è di mantenere il naturale pH alcalino del sangue (7.35 e 7.45). Secondo questo metodo, l’eccessiva acidificazione del sangue è la causa principale di tutte le patologie esistenti, teoria non validata scientificamente. La dieta deve essere composta per il 70% da alimenti alcalinizzanti (broccoli, cavoli, spinaci, pomodori…) e per il 30% da alimenti acidificanti (riso bianco, uova, carne, formaggi…) e che vanno quindi consumati con moderazione.

Valutazione: mediocre
Non esiste nessuna evidenza scientifica che dimostri che la dieta possa modificare in maniera significativa i livelli di pH del sangue (mantenuti costanti da ben altri meccanismi di controllo). Pur promuovendo il consumo di verdura fresca e legumi e scoraggiando quello di carne, insaccati, zuccheri semplici e alcolici, la dieta limita la varietà degli alimenti, riducendo drasticamente frutta, carboidrati complessi (pasta, riso e cereali sia integrali che non), pesce e frutta secca (eccetto le mandorle). Se seguita per un lungo periodo di tempo, si rischia di avere carenze nutrizionali (acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6, vitamine e sali minerali). La limitazione dei cereali integrali e della frutta non consente di soddisfare il fabbisogno giornaliero di fibre, che non è raggiungibile solamente mangiando verdura e legumi.

Incentiva il consumo di alimenti di origine vegetale
Limita la varietà degli alimenti
Nel lungo periodo si rischiano carenze nutrizionali

ecc.  ecc.

Dieta Acido-base
Dieta metodo Naturhouse
Dieta Pesoforma
Dieta Scarsdale
Dieta Tisanoreica
Dieta Zona
Dieta Atkins
Dieta del gruppo sanguigno
Dieta Dukan
Paleodieta
Dieta South Beach
Dieta dei geni
Dieta Sukkar
Dieta Fast
Dimagrire senza fatica
Dieta Lemme
Dieta del supermetabolismo

http://www.altroconsumo.it/alimentazione/dimagrire/speciali/diete