Lo smart working aiuta il rientro dalla maternità

Lo smart working aiuta il rientro dalla maternità

Agosto 5, 2015 0 Di wp_9446713

Si sente sempre più spesso parlare di smart working. Cos’è? E quali sono i suoi vantaggi? Quali sono gli strumenti necessari per attuare questo approccio alla gestione del capitale umano?

Lo smart working permette una gestione particolarmente flessibile degli impegni di lavoro, e questa caratteristica lo rende, fra le altre cose, strumento adatto a favorire la permanenza delle donne nel mercato del lavoro anche dopo la maternità: è l’opinione del 77% dei manager e degli imprenditori italiani secondo un’indagine Regus (fornitore di spazi di lavoro condivisi). La percentuale potrà sembrare alta, in un paese che non brilla rispetto alle media internazionale nè per quota di occupazione femminile (siamo, tradizionalmente, nella metà bassa della classifica europea), e nemmeno per adozione di pratiche di smart working, o lavoro flessibile (anche strumenti tutto sommato tradizionali, come il part-time, sono poco utilizzati). E in effetti, a livello globale il numero di manager e imprenditori che ritiene lo smart working un utile incentivo al lavoro femminile dopo lamaternità sale all’83%.

=> Smart working in Italia: numeri e trend

Secondo la ricerca, le madri che rientrano al lavoro sono particolarmente apprezzate dalle imprese per la loro esperienza e le loro competenze (50,3% Italia e 55% media globale), i dirigenti le ritengono molto affidabili (19,2% Italia e 30% media globale) con ottimecapacità organizzative (Italia 21,8%, globale 31%) e con una maggior propensione allagestione del tempo e delle scadenze (35,4% Italia e 35% media globale). E soprattutto il 19,8% degli intervistati (media globale 23%) le ritiene molto laboriose e maggiormenteproduttive rispetto alla media dei lavoratori.

=> Smart working: incentivo all’occupazione

Sono dati che, diciamolo, contrastano un po’ con la realtà che probabilmente molte donne si trovano ad affrontare al rientro in azienda dopo la maternità, e che ne provoca in molti casi l’allontamento dal mondo lavorativo. Secondo l’indagine, invece, le madri che tornano in ufficio sono meno propense a cambiare lavoro o azienda (Italia 28,2%, media globale 34%), risparmiando così alle imprese i costi di assunzione e di riqualificazione. Questo nuovo dato conferma una precedente ricerca svolta da Regus, secondo cui il 57% delle imprese esprime la convinzione che mantenere l’occupazione delle madri consente di migliorare la produttività, con costi e tempi di formazione inferiori rispetto all’assunzione e all’inserimento di nuovi dipendenti. Commenta Mauro Mordini, country manager di Regus in Italia: «Le madri possiedono un grande potenziale di competenze e professionalità che le imprese rischiano di perdere a causa delle significative percentuali di abbandono del posto di lavoro dopo la maternità, dovuto all’impossibilità di riuscire a gestire gli impegni familiari con i tempi del lavoro. I vantaggi di mantenere al lavoro il personale femminile dopo la maternità sono evidenti: riduzione del turnover, riduzione dei costi di assunzione e formazione di nuovo personale. Ma le imprese avvertono che, al fine di mantenere al lavoro questi preziosi collaborator, è fondamentale organizzare modalità di “smart working” o lavoro agile».

Cos’è lo smart working e gli strumenti per attuarlo

Il concetto di smart working nasce per coniugare due necessità fondamentali: da una parte l’abbattimento dei costi legati alla produttività, dall’altra un approccio più flessibile al lavoro e alla sua organizzazione. I benefici sono sia per l’impresa, che per il lavoratore.

Andiamo a vedere nello specifico cos’è lo smart working. Con tale termine si fa riferimento a unariorganizzazione del lavoro che fa leva sulle nuove tecnologie, al fine di permettere ilsuperamento di limiti fisici e temporali.

Il telelavoro è uno dei punti cardine di questa nuova strategia di reazione alla crisi, che presuppone una piccola rivoluzione culturale sull’approccio al lavoro e alla gestione delle risorse umane.

Si stima che la diffusione dello smart working potrebbe aumentare la produttività delle imprese per un ammontare di 27 miliardi di euro. 9 miliardi di euro è, invece, il risparmio valutato per le aziende in termini di costi fissi. Da parte loro, i lavoratori, evitando gli spostamenti quotidiani, potrebbero risparmiare fino a 4 miliardi di euro. Entro il 2015, un terzo delle imprese apriranno al BYOD.

Adesso che sappiamo cos’è lo smart working e qual è l’entità dei benefici che potrebbe apportare, andiamo a vedere quali sono gli strumenti cardine di questo nuovo concetto di lavoro.

I device personali dei lavoratori giocheranno un ruolo fondamentale nello smart working. Per tale motivo le imprese dovranno dotarsi di sistemi di gestione documentale che prevedanoaccessi sicuri in remoto, soluzioni complesse di gestione collaborativa dei contenuti esistemi di archiviazione documentale avanzati.

Tutte soluzioni che Bucap già propone con i sistemi di protocollo informatico Piuma, la piattaforma di gestione elettronica e condivisione dati Alfresco e il software di cattura multicanale Ephesoft.

Tra le imprese italiane, quelle che si troveranno pronte per l’avvento dello smart working potranno vantare di un vantaggio strategico che farà la differenza.

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