Quanti grassi saturi consumiamo?

Quanti grassi saturi consumiamo?

Luglio 22, 2015 0 Di wp_9446713

Per le aziende 2,8 g/die provengono da dolci. Non è vero. Il dato reale è superiore del 20%, e si arriva al 110% per i giovani. Le previsioni indicano un pericoloso aumento

di Roberto La Pira

Quanti grassi saturi assumono ogni giorno gli italiani? Nessuno lo sa con precisione perché i dati si riferiscono a ricerche di 10 anni fa  quando  l’invasione nell’olio di palma non aveva ancora contagiato l’universo  alimentare, conquistando il 90% del mercato.  L’Associazione delle industrie del dolce e della pasta, Aidepi sostiene che la quantità di grassi saturi giornaliera proveniente da dolci ammonta a 2,8 g.

Si tratta di un dato  importante perché stiamo parlando di un grasso considerato aterogeno e come diceva l’illustre nutrizionista Giorgio Calabresi “fa diventare il sangue denso”. Qualche settimana fa abbiamo espresso grosse perplessità sui 2,8 g, visto che bastano due biscotti della linea Mulino Bianco per raggiungere l’obiettivo. Adesso abbiamo le prove per dire che il dato è sbagliato e invitiamo Aidepi a rivedere i calcoli in virtù dell’onesta intellettuale che dovrebbe caratterizzare la comunicazione.

I calcoli sono riferiti a tutti i giovani,compresi quelli che non consuma dolci industriali e preferiscono fare colazione con cereali o altri prodotti. È  quindi logico ipotizzare per i ragazzi abituati a consumare biscotti e merendine industriali  il raggiungimento di un valore l valore giornaliero uguale o superiore ai 7 g e più, visto che il palma è usato in decine di altri alimenti (* *) e nella somma bisogna considerare gli acidi grassi presenti in latte, carne, salumi, formaggi …

 Nella popolazione italiana il valore soglia consigliato del 10% riferito all’assunzione di  grassi saturi è già superato considerando l’insieme delle fonti (olio di palma, burro altri oli di semi).  Nell’articolo firmato da Sette et al.  il dato percentuale dei grassi saturi varia da 10.8% a 11.9% (escludendo i bambini piccoli che hanno una alimentazione diversa), con un valore medio di 11.2%. Parliamo comunque di dati rilevati negli anni 2005-06, e dobbiamo aspettare la nuova indagine per sapere se verranno modificati in peggio.

 (*) 31 grammi si riferiscono alla somma del consumo medio  (quantità in grammi/die  di prodotto), 14 grammi/die  di biscotti  e  dolci  e 17 g di snack dolci, nella popolazione 0-99 anni

(* *) Prodotti da forno, cereali per la prima colazione, creme spalmabili alla nocciola, snack salati, barrette, cracker, patatine fritte, piatti pronti, piatti  pronti impanati, crocchette di pollo,  salse, condimenti, sandwich, gelati industriali, base pronta per torte e sfoglie, pasta pronta per pizza, margarine vegetali, di olio per frittura per ristoranti, olio per frittura domestica, latte in polvere per neonati, biscotti per bambini al di sotto di 36 mesi.

stralcio da ilfattoalimentare.it

Studi presi in considerazione:

Leclercq C.,  Arcella D., Piccinelli R., Sette S., Le Donne C., Turrini A. on behalf of the INRAN SCAI 2005-06 study group. The Italian National Food Consumption Survey INRAN-SCAI 2005-06. Main results in terms of food consumption. Public Health Nutr 2009; 12: 2504-2532.

Sette S, Le Donne C, Piccinelli R, Arcella D, Turrini A, Leclercq C. on behalf of the INRAN-SCAI 2005-06 Study group. The third Italian National Food Consumption Survey, INRAN-SCAI 2005-06 – Part 1: Nutrient intakes in Italy, Nutr Metab. Cardiovasc Dis. 2011, 21(12):922-32.

http://ilfattoalimentare.musvc1.net/e/t?q=3%3d4X2X9%26C%3d2%26D%3d1T5%26E%3d4a9W1%26L%3diJtG_sqSq_41_rrTp_27_sqSq_36wNx.9l7bJtFbBiDfDt2s5.iK_sqSq_36gIbIs0-t1tLs9-cFoIuDj-9t2m9a-1a2b2j4eGj.8tDm%264%3dmLtLcR.o5t