Venerdì 17, perché si dice “porta sfortuna”?

Venerdì 17, perché si dice “porta sfortuna”?

Luglio 19, 2015 0 Di wp_9446713

Perché il venerdi 17 è così temuto dai superstiziosi? Per quale motivo si dice che porti sfortuna?

Nella tradizione italiana e greco-latina, il venerdì corrisponde al giorno della morte di Gesù (venerdì santo, secondo il Vangelo) e il 17, secondo i pitagorici greci era un numero portatore di disgrazie perché si trovava tra il 16 e il 18, numeri perfetti per la rappresentazione dei quadrilateri (4×4 e 3×6), in più, il diluvio universale, secondo la Genesi, cominciò proprio il giorno 17.

Altre cause si riscontrano anche nell’antica Roma quando nel 9 dopo Cristo la diciassettesima legione fu sterminata dai Germani a Teutoburgo.

Ma ci sarà a qualcuno a cui porterà fortuna questo numero 17? Si, agli ebrei. Secondo la Cabbala ebraica, infatti, il 17 è la somma di tre lettere che nell’alfabeto ebraico compongono la parola bene.

Il venerdì 17 è storicamente più una superstizione tutta italiana, ma nel resto del mondo? In altri paesi, come quelli anglosassoni, il giorno sfortunato è il venerdì 13, mentre in Spagna, Grecia e Sudamerica la giornata in cui non si dovrebbe uscire di casa è martedì 13. Il motivo? Nell’ultima cena, il tredicesimo apostolo è Giuda, il traditore e anche per questo si dice, anche da noi, che il 13 a tavola non porti bene.

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