SPENDING REVIEW E STANDARD OSPEDALIERI. PER LA CONSULTA È ILLEGITTIMO APPLICARLI ALLE REGIONI E PROVINCE AUTONOME

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Luglio 3, 2015 0 Di wp_9446713

Tra gli altri, viene accolto il ricorso della Valle d’Aosta in quanto la provincia autonoma non grava, per il finanziamento della spesa sanitaria del proprio territorio, sul bilancio dello Stato, quest’ultimo non è dunque legittimato ad imporle disposizioni di contenimento della spesa. 

Anche in materia di riduzione dei posti letto, lo Stato non ha titolo di intervenire: “non sono articolati enunciati generali” di competenza statale. LA SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE COSTITUZIONALE

ha pronunciato la seguente SENTENZA nei giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 15, commi 13, lettera c), 15, 16, 17, 22 e 24-bis del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini)

PER QUESTI MOTIVI LA CORTE COSTITUZIONALE

riservata a separate pronunce la decisione delle altre questioni di legittimità costituzionale promosse con i ricorsi indicati in epigrafe; riuniti i giudizi, 1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 15, comma 13, lettera c), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 7 agosto 2012, n. 135, nella parte in cui si applica alle Province autonome di Bolzano e di Trento; 2) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 15, comma 22, del d.l. n. 95 del 2012, nella parte in cui si applica alla Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste; 3) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 132, della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – Legge di stabilità 2013), nella parte in cui si applica alla Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste; 4) dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 132, della legge n. 228 del 2012, promossa, in riferimento agli artt. 17, lettere b) e c), e 20, del regio decreto legislativo 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello Statuto della Regione siciliana), ed al principio di leale collaborazione, dalla Regione siciliana.  Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, l’8 giugno 2015.

02 LUG – La Corte Costituzionale boccia l’applicazione alla regioni e province autonome delle disposizioni per la revisione della spesa pubblica e degli standard ospedalieri nella misura della prevista riduzione della dotazione dei posti letto.

Ciò comporta che le misure in considerazione non possono trovare fondamento nella potestà legislativa concorrente dello Stato, così come sostenuto dalla difesa erariale”.

Bocciata, anche la parte riguardante le disposizioni volte al contenimento della spesa per il settore sanitario, che prevedevano una progressiva riduzione del livello di fabbisogno del Servizio sanitario nazionale (di 900 milioni di euro per il 2012, 1.800 per il 2013, 2.000 per il 2014, 2.100 a decorrere dal 2015) da ripartite tra le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

stralcio da: http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=29535