Corte dei Conti: “Pressione fiscale in Italia intollerabile”

Corte dei Conti: “Pressione fiscale in Italia intollerabile”

Giugno 26, 2015 0 Di wp_9446713

Dal 2009 55 Mrd. di tasse in più

La prospettiva di una pressione fiscale che resti sull’attuale elevato livello appare difficilmente tollerabile”.

Lo ho detto la presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, Enrica Laterza, nella sua relazione sul rendiconto generale dello Stato., che ha sottolineato che “anche sul fronte della spesa i margini d’azione sono meno ampi di quanto la percezione comune ritiene”.

Laterza ha sottolineato che “le molte misure discrezionali intraprese” durante la crisi economica hanno portato “nonostante la profonda recessione, a un aumento del gettito di “oltre 55 miliardi di euro, con un aumento della pressione “di quasi due punti e mezzo rispetto al 2009” e di “due punti anche trattando il bonus come uno sgravio fiscale”.

La spesa corrente, ha sottolineato Laterza, “è invece aumentata di 16 miliardi di euro spingendo in direzione di un maggiore indebitamento”.

Alla fine del 2014, secondo il procuratore generale della Corte dei conti, Martino Colella, la pressione fiscale è stata pari al 43,5 per cento, di poco più elevata di quella del 2013 (43,4 per cento), in particolare per l’aumento del gettito delle imposte indirette.”Va evuidenziato che la pressione fiscale continua a rimanere elevata nel confronto internazionale, con un duivario, che permane nel 2014, di 1,7 punti percentuali di prodotto rispetto alla media degli altri Paesi dell’area euro”, ha spiegato.

“L’aumento è dovuto, pressoché esclusivamente, alla componente di competenza delle amministrazioni locali”

I cittadini partecipino alla copertura dei servizi. Dalla corte arriva quindi un invito a coinvolgere maggiormente i cittadini nella copertura die costi di alcuni servizi. “Il recupero di efficienza degli apparati pubblici non può essere disgiunto da una maggiore partecipazione dei cittadini alla copertura dei costi di alcuni servizi”.

Secondo Laterza questa collaborazione “richiederà, in primo luogo, una contestuale, rigorosa, articolazione tariffaria, che realizzi il precetto costituzionale (art. 53) della concorrenza alle spese pubbliche in ragione della diversa capacità contributiva”. “Si impone, in altri termini, una riorganizzazione dei servizi di welfare sulla base di una ‘riscrittura del patto sociale che lega i cittadini all’azione di governo'”, conclude Laterza.

Preso da Redazione, L’Huffington Post
Pubblicato: 25/06/2015 16:32 CEST Aggiornato: 25/06/2015 16:32 CEST

http://m.huffpost.com/it/entry/7662520?ncid=tweetlnkithpmg00000001