Ernia del disco: c’è risarcimento Inail?

Ernia del disco: c’è risarcimento Inail?

Settembre 23, 2019 0 Di Blogger

Ernia discale o lombare: indennizzo dell’infortunio o della malattia professionale a favore del lavoratore dipendente.

L’ernia del disco è una patologia diffusa, che colpisce molti lavoratori, spesso non correttamente diagnosticata: di che cosa si tratta?

Il problema si manifesta con un dolore acuto alla schiena (lombalgia), che può propagarsi lungo la gamba, fino al ginocchio (lombosciatalgia) o al piede (lombo cruralgia). A questo dolore di frequente si associano intorpidimento e formicolii (parestesie) e perdita di forza negli arti.

Dolori e intorpidimenti si manifestano in quanto l’ernia del disco consiste nella fuoriuscita di una parte del disco intervertebrale (la struttura anatomica della colonna vertebrale posta tra una vertebra e l’altra) dallo spazio tra le due vertebre, sua sede naturale. La fuoriuscita del disco, andando a interferire con i nervi circostanti, causa appunto i dolori agli arti ed alla schiena e gli intorpidimenti.

Nel caso in cui vi sia addirittura l’espulsione dell’ernia, ossia quando una parte della massa gelatinosa del disco si distacca, andando a toccare il nervo sciatico, il dolore risulta ancora più acuto e l’arto può risultare totalmente addormentato

L’ernia del disco, o ernia discale, o lombare, può essere causata dall’attività lavorativa svolta, qualora, ad esempio, le mansioni comportino il dover stare seduti o fermi a lungo in una postura che comprima la colonna vertebrale, o la movimentazione manuale di carichi.

Si ha dunque diritto al risarcimento Inail ernia del disco?

L’ernia discale può essere indennizzata dall’Inail sia in caso d’infortunio, ossia se risulta causata da un trauma avvenuto in occasione di lavoro, sia nel caso in cui l’attività lavorativa svolta causi la degenerazione progressiva del disco intervertebrale.

L’ernia discale può avere comunque più concause: postura scorretta nello svolgimento dell’attività lavorativa, insufficiente attività fisica, predisposizione genetica, invecchiamento, artrosi, traumi ripetuti o sforzi eccessivi aumentano sicuramente le possibilità che la patologia insorga o peggiori.

Ma come scoprire se si ha l’ernia del disco, e come essere risarciti? Facciamo chiarezza.

Diagnosi di ernia del disco

L’ernia del disco è diagnosticata dal medico in base all’anamnesi del paziente (cioè alla raccolta dei sintomi lamentati dal paziente) ed all’esame clinico; l’esame d’elezione per la diagnosi di ernia del disco è la RMN (risonanza magnetica nucleare).

Indennità di malattia Inps per ernia del disco

Se i dolori ed i sintemi dell’ernia del disco sono così intensi da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa, il dipendente può assentarsi dal lavoro per malattia, dietro presentazione dell’apposito certificato medico. In questo caso può ricevere, a seconda delle ipotesi, l’indennità di malattia da parte dell’Inps e l’integrazione da parte del datore di lavoro.

È il medico curante a stabilire le giornate di assenza necessarie.

Ernia del disco: infortunio sul lavoro

Se l’ernia del disco si è manifestata a causa di un incidente nello svolgimento dell’attività lavorativa, dietro presentazione dell’apposita certificazione medica, il datore di lavoro è obbligato a inviare all’Inail la denuncia di infortunio sul lavoro.

Che cos’è l’infortunio? L’infortunio sul lavoro è un evento lesivo, che avviene per una causa violenta in occasione dello svolgimento dell’attività lavorativa.

Non deve essere confuso con la  malattia professionale, che invece avviene per “causa lenta”, cioè si verifica a causa del prolungato svolgimento di una specifica attività, o della prolungata esposizione a determinate sostanze o permanenza in un certo ambiente; infortunio sul lavoro e malattia professionale sono entrambi indennizzati dall’Inail.

Per sapere come compilare e inviare la denuncia: Infortunio sul lavoro, che cosa fare?

Ma quando, in particolare, l’ernia del disco può essere ricondotta a un infortunio sul lavoro? Secondo quanto affermato dalla Cassazione [1], è sufficiente che la lesione si verifichi in un brevissimo arco di tempo, a seguito dell’attività lavorativa: basta che sia causata da un’azione che non esuli dalle condizioni abituali e tipiche delle mansioni alle quali il lavoratore è addetto.

Inoltre, tra attività lavorativa e lesione deve sussistere un nesso causale, e l’evento deve verificarsi in occasione di lavoro.

Ernia del disco: malattia professionale

L’ernia del disco può essere ricondotta alla malattia professionale, come confermato dalla Cassazione [2]: una malattia è infatti considerata professionale quando la sua causa è riconducibile all’attività lavorativa svolta o all’ambiente di lavoro.

Certamente, non è semplice stabilire con certezza se la malattia è professionale, cioè se è causata dall’attività svolta o dall’ambiente lavorativo, considerando che alcune patologie possono verificarsi anche dopo anni, a causa dell’esposizione nel tempo ai fattori di rischio.

Ad esempio, l’ernia del disco, come osservato, può avere più concause, alcune connesse all’attività svolta, ed altre non collegate.

Sino a non molto tempo fa, a causa delle difficoltà nell’individuazione la connessione tra patologia e lavoro svolto, le uniche malattie considerate professionali erano le sole malattie tabellate, cioè indicate in specifici elenchi o tabelle: all’interno delle tabelle, determinate patologie sono collegate a particolari attività. Se il lavoratore contrae una malattia tabellata, gli è sufficiente dimostrare di aver svolto una delle attività collegate alla patologia per ottenere dall’Inail gli indennizzi previsti per le malattie professionali.

L’elenco delle malattie tabellate è stato notevolmente ampliato col tempo; oggi, ad ogni modo, può essere considerata professionale anche una malattia non tabellata, se si dimostra che la patologia è collegata all’attività svolta o all’ambiente di lavoro.

Indennizzo Inail per ernia del disco

Per ernia discale del tratto lombare, con disturbi trofico-sensitivi persistenti, l’Inail riconosce un’inabilità, cioè una riduzione della capacità lavorativa, fino al 12%. Quest’inabilità è indennizzabile?

Per rispondere, bisogna sapere che le prestazioni dell’Inail sono riconosciute quando, a seguito di un infortunio sul lavoro o di una malattia professionale, la capacità lavorativa dell’interessato si riduce, in modo temporaneo o permanente. Inoltre, è indennizzato anche il danno biologico, cioè il danno conseguente alla violazione del diritto di ogni persona alla salute e alla propria integrità psico-fisica, indipendentemente dall’incidenza dell’evento lesivo sulla capacità di guadagno.

Le principali prestazioni economiche che l’Inail riconosce in caso d’inabilità, temporanea o permanente, sono:

  • la rendita diretta per inabilità permanente;
  • la rendita per inabilità temporanea assoluta;
  • l’indennizzo per danno biologico;
  • la rendita unificata per eventi lesivi ricadenti nello stesso regime assicurativo;
  • l’assegno personale continuativo;
  • la rendita di passaggio;
  • l’erogazione integrativa di fine anno.

L’Inail riconosce anche delle prestazioni non economiche, come la fornitura di protesi ed ausili, i soggiorni termali e climatici, il rimborso di alcuni farmaci…

Per approfondire: Indennizzi Inail 2019.

Invalidità civile per ernia del disco

L’ernia lombare non risulta tabellata, cioè non risulta tra le malattie alle quali è ricollegata una determinata percentuale d’invalidità civile o al lavoro (Inps).

Se, però, il paziente viene sottoposto ad un intervento chirurgico di stabilizzazione del rachide lombare, è possibile ricondurre per analogia la patologia nel codice 7010 (anchilosi di rachide lombare), con una percentuale di riconoscimento del 31 – 40%.

note

[1] Cass. sent. n.12476/2003.

[2] Cass. sent. n.15590/2001.

L’AUTORE: Noemi Secci Fonte: laleggepertutti