Riposo settimanale per colf e badanti

Riposo settimanale per colf e badanti

Settembre 20, 2019 0 Di Blogger

A quante giornate di riposo alla settimana hanno diritto i collaboratori domestici, come si calcola l’interruzione dell’attività?

Tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto al riposo settimanale, cioè ad interrompere l’attività per almeno una giornata alla settimana.

Nello specifico, ogni lavoratore ha diritto a un’interruzione pari a 35 ore ogni 7 giorni: al riposo settimanale, pari a 24 ore, deve infatti essere sommato il riposo giornaliero, pari a un minimo di 11 ore. Questa interruzione di 35 ore può essere anche rispettata come media in 14 giorni: in pratica, se per una settimana il riposo è saltato, nella settimana successiva il lavoratore deve godere di un riposo in più, quindi nell’arco di 14 giorni devono risultare fruiti 2 riposi.

Questo, in sostanza, è ciò che stabilisce la legge [1] riguardo alla generalità dei lavoratori dipendenti. Il decreto sull’orario di lavoro prevede però diverse eccezioni alle regole sul riposo settimanale.

Disposizioni differenti, ad esempio, sono applicate a chi ha un orario di lavoro frazionato durante la giornata, come gli addetti alle pulizie: per loro, il riposo settimanale può essere fruito anche in modo frazionato. Vale lo stesso anche per i collaboratori domestici?

Come deve essere goduto il riposo settimanale per colf e badanti?

Per quanto riguarda gli addetti ai lavori domestici (colf, badanti, governanti, giardinieri…), le specifiche disposizioni sul riposo sono stabilite dal contratto collettivo nazional del lavoro domestico, tenendo conto della specificità del rapporto lavorativo.

Il riposo settimanale, ad ogni modo, non è uguale per tutti i collaboratori domestici, ma dipende dal regime di orario adottato e dall’eventuale convivenza col datore di lavoro.

Ma procediamo con ordine, e facciamo il punto della situazione, senza dimenticare che, in ogni caso, il datore di lavoro è libero di concedere al lavoratore domestico un riposo settimanale anche più lungo rispetto al riposo minimo previsto dal contratto collettivo.

Qual è l’orario di lavoro di colf e badanti?

Ricordiamo innanzitutto quali sono i regimi di orario che possono essere adottati per i lavoratori domestici:

  • per i conviventi a servizio intero, l’orario massimo settimanale è pari a 54 ore, l’orario massimo giornaliero è pari a 10 ore non consecutive, e le ore di riposo giornaliero sono pari a 11 ore consecutive, più ulteriori 2 ore, non retribuite, se l’orario giornaliero non è interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22;
  • per i conviventi a servizio ridotto, l’orario massimo settimanale è pari a 30 ore; l’orario massimo giornaliero è pari a 10 ore non consecutive, su 3 giorni settimanali, oppure può essere collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22; le ore di riposo giornaliero sono pari a 11 ore consecutive, più ulteriori 2 ore, non retribuite, se l’orario giornaliero non è interamente collocato dalle 6 alle 14, o dalle 14 alle 22;
  • per i non conviventi, l’orario massimo settimanale è pari a 40 ore; l’orario massimo giornaliero è pari a 8 ore non consecutive, distribuite su 5 o 6 giorni settimanali; le ore di riposo giornaliero minimo sono pari a 11 ore consecutive, come previsto per la generalità dei lavoratori dipendenti.

Riposo settimanale per conviventi a servizio intero

Per i collaboratori domestici conviventi a servizio intero, il riposo settimanale deve essere almeno pari a 36 ore, di cui:

  • 24 ore devono essere fruite nella giornata di domenica;
  • 12 ore devono essere fruite in un altro giorno della settimana (concordato tra le parti); in questa giornata il lavoratore può svolgere la sua attività per un numero di ore non superiore alla metà della durata normale dell’orario giornaliero.

Se il lavoratore professa una fede religiosa che prevede la solennizzazione in una giornata diversa dalla domenica, datore di lavoro e collaboratore domestico possono accordarsi per sostituire la domenica con un giorno differente.

Nella generalità dei casi, il riposo settimanale domenicale è irrinunciabile. Se per esigenze imprevedibili il datore di lavoro richiede lo svolgimento dell’attività nella giornata di domenica, al collaboratore domestico devono essere concesse un pari numero di ore di riposo non retribuito nel corso della giornata seguente, e deve essere riconosciuta la maggiorazione della retribuzione per lavoro festivo.

Riposo settimanale per conviventi a servizio ridotto

Se il lavoratore domestico è a servizio ridotto, ha diritto alla fruizione del riposo settimanale con modalità differenti, a seconda della distribuzione dell’orario settimanale. Vale comunque quanto appena affermato in merito al riposo domenicale e alla possibilità di sostituire la domenica con un’altra giornata, in base alla fede professata.

Riposo settimanale per non conviventi

I lavoratori domestici non conviventi hanno diritto alla fruizione del riposo in misura almeno pari a 24 ore settimanali. Per quanto riguarda il riposo domenicale e la possibilità di sostituire la domenica con un’altra giornata, vale quanto appena esposto.

Lavoro durante il riposo settimanale

Se per esigenze imprevedibili al lavoratore domestico è richiesto lo svolgimento dell’attività nella giornata di domenica, o nella differente giornata di riposo settimanale, il datore di lavoro deve concedere:

  • un riposo non retribuito equivalente (con lo stesso numero di ore) nel corso della giornata seguente;
  • un compenso più elevato, pari:
    • alla retribuzione globale di fatto (che comprende le indennità di vitto e alloggio, se spettanti) maggiorata del 60%;
    • alla retribuzione globale di fatto maggiorata del 40%, per l’eventuale prestazione svolta nelle 12 ore di riposo settimanale non domenicale; fanno eccezione le ipotesi in cui il riposo sia recuperato in un altro giorno della stessa settimana.

note

[1] Art.9 DLgs. 66/2003.

L’AUTORE: Noemi Secci