Smartphone lenti dopo aggiornamento: è truffa

Smartphone lenti dopo aggiornamento: è truffa

Agosto 13, 2019 0 Di Blogger

Per l’Antitrust l’obsolescenza programmata integra il reato di truffa e di frode. Arriva la legge che vieta gli aggiornamenti che rallentano lo smartphone.

Quante volte, dopo aver aggiornato il tuo smartphone su invito del produttore, hai scoperto un peggioramento delle prestazioni. Un paradosso spiegato dal fatto che i nuovi file rilasciati dalla casa madre sono sempre più “pesanti”: solo un dispositivo di ultima generazione è in grado di leggerli e “farli girare” senza assorbire risorse interne.

Questo trucchetto si chiama obsolescenza programmata.

Le associazioni dei consumatori hanno più volte lanciato l’allarme segnalando la questione alle autorità di tutela. Di recente, la vicenda è finita all’Agcm, l’Autorità garante per la concorrenza e il mercato secondo cui gli smartphone lenti dopo l’aggiornamento integrano i reati di truffa e frode.

Secondo quanto riporta la nota agenzia di stampa Adnkronos, il presidente dell’Antitrust ha sottolineato che, ad oggi, non esiste alcuna legge che disciplini in modo preciso l’obsolescenza programmata. Ciò non vuol dire che i consumatori siano sprovvisti di tutele.

A detta dell’Authority, i comportamenti delle imprese volti a favorire l’obsolescenza programmata dei beni di consumo «sono suscettibili di integrare pratiche commerciali scorrette» secondo quanto prevede il Codice del consumo. Nei casi più gravi, si possono anche configurare gli estremi dell’illecito penale.

Ecco perché è lecito parlare di truffa per gli smartphone lenti dopo l’aggiornamento.

In arrivo una legge che vieterà gli aggiornamenti automatici che possono rallentare i dispositivi più datati.

Chi, dopo aver aggiornato il proprio telefonino, si accorge di un rallentamento del sistema può segnalare il problema all’Agcm che, già in passato (nel 2018), si è occupata di sanzionare Apple e Samsung con una multa complessiva di ben 15 milioni di euro!

E sono proprio i dispositivi Android e iOS i principali incriminati. Lo sa bene chi, avendo uno smartphone ormai vecchio di tre anni, è costretto a bloccare gli aggiornamenti automatici per non assistere al lento declino del proprio dispositivo.

L’Autorità garante confida in un rafforzamento della tutela dei consumatori dall’obsolescenza programmata grazie a un intervento del Parlamento o del Governo.

Allo studio ci sarebbe un progetto di regolamentazione della materia. «La disciplina che il legislatore intende introdurre è imperniata, da un lato, sulla introduzione di un divieto espresso in materia, dall’altro, sul potenziamento dei diritti dei  consumatori e, correlativamente, degli obblighi gravanti sui produttori.

Insomma, aggiornamenti consentiti, ma solo se non rallentano i cellulari.