Arriva l’infermiere di famiglia: chi è e cosa fa

Arriva l’infermiere di famiglia: chi è e cosa fa

Agosto 10, 2019 0 Di Blogger

Fonte: laleggepertutti L’AUTORE: Carlos Arija Garcia

Presentato al Senato il ddl che potenzia una figura sanitaria diffusa all’estero ma poco presente in Italia. Ecco come può cambiare l’assistenza a domicilio.

Non una badante, così come oggi la conosciamo, ma una figura professionale da affiancare al medico di base.

Con il disegno di legge appena approdato in Commissione Igiene e Sanità del Senato, arriva l’infermiere di famiglia.

Si tratta di un responsabile delle cure domiciliari che affiancherà al medico di famiglia, al pediatra e allo specialista ambulatoriale per assistere il paziente a domicilio senza bisogno che questi si rechi in ospedale.

Se tutto andrà come previsto dal ddl, dunque, i posti letto delle strutture sanitarie resteranno liberi per chi non è nelle condizioni di essere curato a domicilio. Dopo le vacanze estive, partiranno le audizioni con le associazioni di categoria per approntare il testo del provvedimento.

In realtà, l’infermiere di famiglia esiste già in Italia ma in maniera non molto diffusa. Quello che il disegno di legge si propone è di inserire nel sistema sanitario nazionale una nuova figura professionale a disposizione dei cittadini malati ma anche di offrire nuove opportunità di lavoro.

Così come succede in altri Paesi, perché l’infermiere di famiglia opera già da tempo, ad esempio, negli Stati Uniti o in Inghilterra, essendo una figura riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ma chi è e che cosa fa l’infermiere di famiglia? 

Che cosa deve studiare e quali cure può somministrare ai pazienti? Vediamo.

Infermiere di famiglia: chi è?

Dicevamo proprio all’inizio che non bisogna confondere l’infermiere di famiglia con la badante così come oggi la conosciamo. Qui si parla di una figura professionale riconosciuta dalla legge [1] insieme a quella dell’infermiere di comunità.

Nonostante la normativa risalga al 2006, ancora oggi in Italia la presenza di questo professionista è piuttosto rara.

L’infermiere di famiglia, dunque, è un professionista specializzato in terapie riabilitative e socio-sanitarie, in grado di seguire le cure e la prevenzione di un’intera famiglia fuori dall’ospedale.

La differenza con l’infermiere di comunità è che il primo opera all’interno del nucleo familiare mentre il secondo lavora all’interno di realtà più grandi come scuole, centri di riabilitazione, strutture di disintossicazione, ecc.

Il valore aggiunto dell’infermiere di famiglia, pertanto, è quello di garantire al paziente le terapie ed il benessere che l’ospedale non gli offre più quando viene dimesso.

Infermiere di famiglia: che cosa fa?

Che cosa fa l’infermiere di famiglia? Può operare nel campo della prevenzione e dell’assistenza in questi termini:

  • formazione sanitaria sull’alimentazione, il rischio delle dipendenze (fumo e alcol, ad esempio) e quello degli incidenti domestici;
  • informazione sul rischio relativo al sorgere o al complicarsi di malattie anche croniche, valorizzando l’importanza di fare delle visite e degli esami di controllo e qualsiasi intervento necessario alla prevenzione;
  • assistenza a domicilio in caso di bisogno, dalle terapie di riabilitazione alle cure post-intervento o post-ricovero.

Nello specifico, l’infermiere di famiglia può eseguire a domicilio:

  • medicazioni;
  • terapie riabilitative per anziani con problemi di mobilità o per soggetti vittime di incidenti;
  • supporto psicologico anche a familiari di pazienti con disabilità o con patologie croniche.

La legge Balduzzi [2] ha consentito l’apertura di poliambulatori presso i quali si concentra la presenza degli infermieri di famiglia in grado di offrire la loro assistenza 24 ore su 24.

Infermiere di famiglia: come contattarlo?

Come accennato, la figura professionale dell’infermiere di famiglia non è molto diffusa in Italia. È più presente nel Centro-Nord e, in particolare, in Lombardia, pioniera di questa esperienza professionale.

Se il disegno di legge appena illustrato alla Commissione del Senato vedrà la luce, sarà possibile pensare ad una maggiore presenza di queste realtà professionali in tutto il territorio nazionale.

Ad oggi, quindi, ci si può rivolgere (sperando di trovare un infermiere di queste caratteristiche nella zona interessata) a:

  • l’ospedale più vicino;
  • alla segreteria della Federazione nazionale dell’Ordine delle professioni infermieristiche;
  • alla segreteria dell’Associazione infermieri di famiglia e comunità (segreteria@aifec.it).

È possibile chiedere informazioni anche al proprio medico curante, in modo che sia lui ad indirizzarti alla struttura più adeguata e più vicina. Inoltre, in questo modo, il Servizio sanitario nazionale riconoscerà le prestazioni sia dell’infermiere di famiglia sia quelle relative all’assistenza farmaceutica (cioè la consegna a domicilio dei medicinali) e alla consegna gratuita di protesi ed ausili, come una sedia a rotelle, bombole di ossigeno, ecc.

Infermiere di famiglia: cosa prevede il ddl?

Il disegno di legge che prevede il potenziamento della figura dell’infermiere di famiglia è piuttosto snello. Contiene appena quattro articoli mirati, però, a rafforzare l’assistenza domiciliare in tutta Italia.

Innanzitutto, l’obiettivo dichiarato è quello del pieno riconoscimento della professione infermieristica come figura di riferimento per il potenziamento dei servizi di assistenza territoriale e domiciliare in modo da alleggerire il numero delle presenze nei reparti ospedalieri, a partire da quello del pronto soccorso.

L’articolo 2 stabilisce che l’infermiere di famiglia è il responsabile delle cure domiciliari del paziente, intese come assistenza sanitaria erogata in collaborazione con il medico di famiglia, alternative al ricovero e volte a favorire la permanenza del cittadino nel proprio ambiente.

Con l’articolo 3, vengono introdotte diverse modifiche alle funzioni e all’organizzazione del distretto sanitario, con l’inserimento dell’infermiere di famiglia che, in collaborazione e coordinati con i medici di famiglia e con i servizi distrettuali, si prende carico dei pazienti.

Altre modifiche vengono introdotte nel quarto ed ultimo articolo del ddl. Sono quelle che riguardano la riorganizzazione dell’assistenza territoriale e della mobilità del personale, oltre all’attribuzione di competenze per l’infermiere di famiglia.

note

[1] Legge n. 43/2006 del 01.02.2006.

[2] Dl n. 58/2012.