Posso installare un contatore acqua separato dal condominio?

Posso installare un contatore acqua separato dal condominio?

Agosto 5, 2019 0 Di Blogger

Quando è possibile separarsi dal contatore acqua condominiale: calcolo della bolletta in base ai consumi effettivi e non sui millesimi.

In base al piano di ripartizione delle spese condominiali annualmente eseguito dall’amministratore, l’acqua viene divisa tra i vari condomini secondo millesimi di proprietà: chi ha l’appartamento più grande e meglio esposto paga di più.

Come se questo fosse indice di un maggior consumo. Si tratta, a tuo avviso, di un criterio iniquo che non incentiva il risparmio idrico. Tu, ad esempio, che sei abituato a risparmiare, a non lasciare i rubinetti aperti mentre ti lavi i denti, a non azionare la lavastoviglie più di una volta ogni due giorni, a non stare molto tempo sotto la doccia, finisci per pagare una bolletta più salata rispetto alla famiglia che vive sotto di te, composta da cinque persone, con un appartamento più piccolo.

Una vera ingiustizia. Hai fatto presente più volte all’amministratore la necessità di indire una riunione per deliberare un criterio di ripartizione che tenga invece conto dei consumi effettivi, dotando quindi i singoli appartamenti di contatori individuali.

Naturalmente, proprio quelli che da tale situazione si avvantaggiano si sono opposti e l’assemblea non ha mai preso una decisione in merito. Ti senti ostaggio di tale situazione e, per dimostrare che i tuoi consumi sono di gran lunga inferiori ai costi che ti vengono addebitati, hai deciso di installare un tuo contatore dell’acqua separato da quello del condominio. Puoi farlo?

A decidere quando è possibile separarsi dal contatore dell’acqua condominiale è stata una recente e assai interessante sentenza del tribunale di Milano [1]. A detta dei giudici lombardi il distacco è possibile.

Non fermiamoci però alla semplice risposta. È necessario comprenderne anche le motivazioni poiché, sulla base di tale ragionamento, potrebbero cambiare le regole di numerosi condomini, basati ancora sui consumi dell’acqua stabiliti secondo millesimi.

Il condominio è obbligato a installare contatori individuali?

Il Codice civile stabilisce che le spese condominiali vanno divise secondo i millesimi di proprietà [2] salvo diverso accordo dei condomini. Alla luce di ciò, tutti i condomini nei quali non sono presenti dei contatori dell’acqua individuali procedono a ripartire la bolletta dell’acqua – con contatore unico intestato al condominio stesso – in base alle quote millesimali.

Stabilire però un pagamento fisso, riparametrato al valore dell’immobile e non all’effettivo consumo, finisce per non favorire il risparmio idrico: il proprietario dell’immobile infatti non è incentivato a risparmiare acqua se già sa che dovrà pagare sempre la stessa quota.

Proprio per tutelare l’ambiente, è intervenuta la Comunità europea con una normativa in cui chiede l’adeguamento dei condomini a una ripartizione dei consumi idrici secondo millesimi. Senonché, a differenza di quanto è avvenuto con i contabilizzatori di calore, divenuti obbligatori in tutti gli stabili, altrettanto non è successo con l’acqua. Ad oggi, infatti, non esiste una legge che impone ai condomini di installare contatori idrici separati.

Peraltro, la direttiva comunitaria che prevede l’installazione di “contatori differenziati” si riferisce solo alle attività produttive e del settore terziario.

Insomma, il contatore individuale è, al momento, solo “consigliato” ma non obbligatorio.

La legge sul Servizio Idrico Integrato [4] prevede come obbligatoria l’installazione di contatori individuali per le attività produttive o del terziario.

Il regolamento condominiale può essere derogato?

A questo punto ci si è chiesto se, in ragione dell’interesse generale al risparmio idrico e dell’indirizzo sposato ormai da numerosi anni dalla Comunità europea, si possano comunque ritenere superate le norme dei regolamenti condominiali che stabiliscono la ripartizione dell’acqua secondo millesimi.

Già in passato, la Cassazione [5] aveva chiarito che i criteri di ripartizione della bolletta idrica, in assenza di contatori singoli, vanno effettuati per millesimi o in base al diverso criterio individuato nel regolamento condominiale.

Per disincentivare eventuali contestazioni da parte dei proprietari degli appartamenti, molti condomini hanno tagliato la testa al toro facendo approvare all’unanimità il regolamento condominiale (cosiddetto «regolamento contrattuale») e, con esso, anche la clausola di divisione dell’acqua secondo millesimi. In questo modo si è ritenuto che il consenso di tutti i condomini potesse superare qualsiasi diversa previsione normativa.

Si può installare un contatore separato dell’acqua nonostante il regolamento contrattuale?

Di qui la questione proposta dinanzi al tribunale di Milano: se il condominio ha già un proprio regolamento approvato all’unanimità che stabilisce la divisione dell’acqua secondo millesimi, il singolo condomino ha il diritto di installare comunque un contatore separato personale?

La risposta del tribunale di Milano è stata affermativa. Secondo i giudici milanesi, infatti, il contatore dell’acqua individuale è un diritto e non occorre una delibera di autorizzazione. Per cui è legittima la posa del contatore separato d’acqua in alternativa al consumo presuntivo in base ai millesimi.

L’installazione di singoli contatori per la misurazione dell’acqua, con conseguente addebito dei costi in base ai consumi effettivi, non solo è del tutto legittima, ma, alla luce della normativa vigente, addirittura doverosa e, pertanto, non è nemmeno necessaria alcuna preventiva delibera condominiale che l’autorizzi.

Non importa, quindi, che vi sia un regolamento contrattuale a prevedere la suddivisione delle spese in base ai millesimi. La ragione è semplice: la normativa che impone i contatori individuali è di natura statale e comunitaria [6]; pertanto, come tale, prevale anche sui regolamenti condominiali predisposti da privati, anche se di natura contrattuale.

note

[1] Trib. Milano sent. n. 4275/2019.

[2] Art. 1123 cod. civ. 

[3] Direttiva comunitaria n. 75/33.

[4] Legge n. 36/1994 come modificata dal Decreto Legislativo n. 152/1999.

[5] Cass. sent. n. 17557/2014.

[5] Confronta anche il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 4 marzo 1996, denominato «Disposizioni in materia di risorse idriche-ecologiche» che prevede l’obbligo di misurazione dei consumi idrici e richiama anche la direttiva comunitaria n. 75/33.