Valvole termostatiche, al via i controlli

Valvole termostatiche, al via i controlli

Luglio 31, 2019 0 Di Blogger

Fonte: Il Salvagente e quifinanza

L’obbligo della presenza di contatori individuali nei condomini con riscaldamento centralizzato è in vigore in Italia dal 2014. Dopo una lunga serie di proroghe e rinvii, il 30 giugno scorso è scaduto l’ultimo termine per gli adeguamenti.

La direttiva obbliga i condomini a installare un sistema di contabilizzazione del calore su ogni impianto: un sistema che aiuterà i singoli inquilini a pagare solo il riscaldamento che realmente consumano. Vengono installati dei contabilizzatori di calore e delle valvole termostatiche su ogni calorifero dell’abitazione, così da poterne misurare il calore emesso, controllare e regolare la temperatura.

I proprietari hanno avuto tempo fino a giugno scorso per adempiere all’obbligo previsto dal decreto legislativo 102/2014 con l’obiettivo di diminuire del 20% le emissioni di anidride carbonica, incrementando al contempo del 20% le fonti rinnovabili di energia.

In un condominio, infatti, la prospettiva è quella di ottenere un risparmio medio annuale tra il 10% e il 30% del totale del combustibile utilizzato.

A parte l’Emilia Romagna e la Toscana che hanno optato per una gestione centralizzata, le altre regioni hanno scelto di affidarli ai Comuni con più di 40.000 abitanti, mentre per gli enti più piccoli saranno responsabili le città metropolitane.

 A svolgere i controlli sono società pubbliche o private a seconda della zona: a Roma, ad esempio, l’amministrazione ha affidato il controllo ad una società privata per i prossimi 4 anni, mentre a Torino l’attività è svolta dall’Arpa. I dati relativi agli immobili censiti andranno a riempire un Registro degli Impianti: da questo punto di vista, la città più virtuosa è Genova dove con il supporto della società Multi-service è già stato redatto un registro con 6.000 condomini censiti.

Partono i controlli per verificare la correttezza dell’installazione delle valvole termostatiche: chi non si è messo in regola rischia una multa da 500 a 2.500 euro.